25 Giugno 2019 - 9:53 am


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BorisJohnson Exxx…Polzive!!! Nelle mani del futuro leader dei Tories il rimpasto di giunta a Udine. Il seggio in Europa di Sergio Berlato dipende da Londra

Perché il sovranista Sergio Berlato è il più grande sostenitore di Boris Johnson? Il candidato più votato della lista di Fratelli d’Italia alle europee nella circoscrizione del NordEst è proprio il vicentino. Sostenuto in Friuli dal dimissionario segretario della Fiamma Nazionale Stefano Salmé, Berlato è attualmente fuori dal parlamento europeo, tuttavia se la Gran Bretagna confermasse l’uscita dall’Unione Europea, l’Italia si troverebbe con 3 parlamentari in più. Questo significa che uno dei 3 seggi scatterebbe proprio nella circoscrizione NordOrientale in favore di Sergio Berlato. A questo punto la questione diverrebbe subito spigolosa. Per Stefano Salmé, via accredito dell’europarlamentare, potrebbero aprirsi le porte di Fratelli d’Italia e, contestualmente, aprire uno sbrego tricolore in giunta a Udine: un consigliere (Vidoni) per due assessori (Perissutti e Olivotto), compemsazione decisamente eccessiva. 

Ed ora il report da Londra: 

Boris Johnson pronuncia un discorso alla camera dei comuni dicendo che può sconfiggere Jeremy Corbyn e perfezionare la Brexit mentre lancia l’offerta per la leadership dei Tory.

Il favorito dei conservatori inglesi ha lanciato la sua audace visione per una Gran Bretagna post Brexit e ha avvertito che i Tories “daranno il calcio d’inizio” immediatamente. Ha promesso di battere il tamburo per il libero mercato in tutto il mondo per sostenere al meglio i “più poveri e bisognosi” della società. “Ora è il momento di ricordare il nostro dovere nei confronti delle persone e le ragioni del voto sulla Brexit. Dopo tre anni e due mancati termini, dobbiamo lasciare l’UE il 31 ottobre. Dobbiamo fare meglio dell’attuale accordo sul ritiro, che è stato respinto per tre volte. Ritardo significa sconfitta, ritardo significa Corbyn, calcia il barattolo e prendiamo a calci il secchio”.

Dopo tre anni e due scadenze mancate, Boris insiste: “Dobbiamo lasciare l’UE il 31 ottobre”.

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