21 maggio 2018 - 5:15 am


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Cerno-Fedriga Exxx…Polzive!!! Saro: “Ho sognato che Fedriga diventerà presidente della regione e Cerno andrà al governo”. Michelangelo Agrusti: “I sogni di Saro non si avverano mai”

Saro non riesce a trattenersi ed alla fine sbrocca col colpo di teatro che infiamma la platea leghista: “Stanotte ho sognato…” Oltre mezzo secolo dopo Martin Luthero King, Ferruccio Luthero Saro trasporta la visione onirica dell’illustre precedessore pronunziata al Lincoln Memorial, fino al teatro Imperio. La sintesi della serata è tutta qui.

L’auditorium di Martignacco ha ospitato un gran duello politico di livello fra due brillanti giovani protagonisti della politica nazionale che il Friuli potrà vantarsi di annoverare.

Il dibattito si snoda fra flat tax ed Europa, Macerata e ‘ndrangheta; immigrati e legge Fornero. Fedriga rivolgendosi a Cerno: “Il tuo partito ha fatto arrivare oltre 600mila profughi”. replica il futuro senatore del Pd: “Sono gli esiti della Bossi-Fini, ma ti vorrei ricordare che lo stato democratico nasce per garantire la sicurezza di tutti i cittadini”. Il tema, com’è ovvio, fa salire la temperatura in sala, scintille da fonderia che s’alzano da Martignacco, ieri sera caput mundi della politica regionale. Saro temporeggia su ciò che la platea reclama: regionali 2018, madre di tutte le elezioni.

Il tempo stringe e si arriva al dunque, Saro chiede: quali riflessi sulle regionali dal voto delle politiche? “L’importante – risponde Fedriga – è che la volontà popolare non venga tradita, noi siamo coerenti, vogliamo il bene di questa regione – riflette il capogruppo – sulla scelta del candidato non spetta a me decidere, ma si andrà a dopo le elezioni politiche”. A quel punto ci pensa Saro a scombinare il tavolo: Il sogno. I leghisti in sale sorridono, più che prove di disgelo, le parole di Fedriga sono prove di forza, tant’è che qualche dirigente del carroccio presente in sala abbozza al pronostico che conferma le ragioni dell’attesa: alle politiche in regione andremo oltre il 20%, chi ha orecchie per intendere, intenda.

Agrusti nicchia, la Zilli discute con Enrico Bertossi, a circondare il palco si vedono: Luca Ovan, Roberto Fedele, Marsico, Paolo Urbani, Roberto Sabbadini, Attilio Vuga, Leonardo Barberio, Mario Pittoni, Bordin, Zanon, Tosolini, il neo segretario della lega di Codroipo, Bozzini, il leghista Teghil, la band di Lorenzo Pilat al completo, Daniele Franz; in prima fila anche il sindaco di Venzone che, come l’asino di Buridano è alla ricerca di qualcuno che lo candidi e non sa da che parte stare. Auditorium di Martignacco stracolmo per applaudire coloro che, con buona pace di Michelangelo Agrusti, saranno i componenti della nuova classe politica italiana.   

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