11 dicembre 2018 - 5:05 pm


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Concorsi truccati a Gorizia; esposto in procura del consigliere comunale Fabio Gentile, assunti centralinisti col magheggio

Gorizia incredula, concorso per telefonisti nella bufera, esposto in procura. Tutto nasce da una interrogazione del capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Fabio Gentile. la vicenda è finita su: “Il Piccolo”, RadioUno, e “Le iene”. I fatti:

Il contesto è quello di un concorso bandito dall’azienda sanitaria Bassa Friulana-Isontina, diretta da “superman” Antonio Poggiana, nome che appare frequentemente su queste pagine.

Si tratta di un concorso indirizzato a coprire 12 posizioni di operatore tecnico (categoria B e a tempo pieno e indeterminato) destinato ai servizi di portineria e centralino dell’azienda.

Si richiedeva – spiegava Gentile – un’esperienza comprovata di almeno tre mesi in quella specifica posizione, elemento che però non faceva punteggio, e il superamento di una prova pratica, consistente nel saper gestire il traffico telefonico, nella scrittura di un testo in word e nella conoscenza del programma excel ”.

Stipendio previsto 1.200 euro. Rispondono in moltissimi e vengono selezionati dal competente centro per l’impiego, si tratta di oltre 180 persone che, nel mese di luglio, vanno a sostenere la prova. Già dal primo giorno, la strada è in salita. Non ci sono computer, non ci sono centralini, e allora nessuna prova pratica: i candidati possono solo rispondere ad una singola domanda sul funzionamento dell’azienda sanitaria.

Ma il bello, se non bastasse già questo, arriva il giorno seguente.

Dei 90 candidati rimanenti, si presentano in 50 – prosegue Gentile –. Questi però non fanno neanche in tempo ad aprire la busta con la domanda, che si alza una donna, probabilmente una componente della commissione esaminatrice. Lo stupore è tanto, e aumenta a dismisura quando questa persona comunica che il giorno precedente si era già raggiunta la quota dei 12 selezionati”. Tutti a casa quindi, anche se ai 50 viene “concesso” di terminare comunque la prova. Così, per dimostrare la propria “idoneità”. Una beffa.

Uno dei testimoni conferma – “Io ero nel secondo turno del secondo giorno. All’improvviso una donna della commissione esaminatrice, in modo brutale, ci dice che se vogliamo possiamo anche andare a casa, che tanto i 12 erano stati già scelti. In sala è scoppiato il finimondo, tra gente incredula e altri che si alzavano e andavano via imprecando”.

Quello che non torna è il fatto che il Centro per l’impiego non abbia potuto accertare i tre mesi di esperienza nel ruolo, perché si è deciso di utilizzare l’autocertificazione. Conseguenza? Praticamente nessuno dei 12 vincitori aveva realmente questa esperienza, ed era in grado di iniziare subito a lavorare in autonomia.

La prova? il fatto che le 12 persone di cui i vincitori hanno preso il posto, e che già lavoravano, erano lì da tempo con contratto interinale, in scadenza al 15 luglio. “Quasi nessuno di questi era in grado di svolgere il lavoro. C’era chi aveva lavorato in un campeggio, e un altro che aveva fatto un tirocinio in un Comune, ma il tirocinio non si qualifica come esperienza lavorativa. E per quei due mesi di affiancamento, infine, l’azienda ha pagato 24 stipendi invece di 12. Soldi nostri, ovviamente: potere dell’autocertificazione.

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