23 ottobre 2018 - 9:40 am


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Forza Italia Fvg Exxx…Polzive!!! Il giorno dopo Gelmini a Udine: sugli azzurri incombe il “paradigma Monfalcone”, linea rossa 10%, i candidati chiamati a riparare ai danni provocati dal clan di Monrupino (Ts)

Ieri, nella sua visita udinese, la bonazza Gelmini lo ha fatto capire in tutte le lingue: noi di Forza Italia siamo stati eletti grazie alla Lega, grazie ai loro voti. E, per quel che riguarda la candidatura a presidente della regione, un grazie particolare va a Riccardi che non ha rotto i coglioni per andare allo scontro con Fedriga. Appunto, in Forza Italia resta solo una guerra tra bande, dopo che qualcuno ha fatto saltare l’asse Riccardi-Blasoni. 

C’è una data segnata con un cerchio rosso ancora visibile sul calendario di Forza Italia Fvg: quella del 31 gennaio scorso, data in cui si presentavano le liste per le elezioni politiche del 4 marzo. In quel preciso istante si materializzava il “paradigma Stabile” (cfr Leopost 24 marzo), ovvero l’elemento ufologico, nel senso di nome sconosciuto imposto (da chi?) in lista uninominale contro Illy, che determinerà il disorientamento di Forza Italia telecomandata dal centro radio di Monrupino (Ts).

In quel frangente, con l’esclusione di due teste di serie di livello nazionale come Blasoni (impresa) e Balloch (Unesco), per Forza Italia Fvg inizia il declino e, per converso, il redditizio bonus ottenuto dalla coordinatrice regionale eterodiretta, Sandra Savino: in un colpo solo ha polverizzato sul Carso sia Blasoni che Riccardi. Strategia imperiale: un leghista candidato presidente della regione, un leghista candidato sindaco di Udine: stordimento politico da Champions, tralasciando il caso Gorizia: un deputato Pettarin, e un candidato Matusalemme, Romoli, capolista alle regionali.

Tornando al caso Forza Italia, il “paradigma Monfalcone”, dopo quello dell’Ufo-Stabile, è così rappresentato: alle ultime amministrative, nel comune dei cantieri, la Lega ha ottenuto il 14,5% dei voti, contro il 7,6% di Forza Italia, la Lega Nord doppia Forza Italia.

In questo senso, per Forza Italia, l’unica soluzione di sventare il pericolo di finire al di sotto della linea rossa del 10% alle regionali è nelle mani dei candidati. Solo loro possono salvare la baracca. I deputati neoletti, oltre a qualche sparuta apparizione di circostanza, stanno alla larga dalla campagna elettorale delle regionali, oppure, scelgono accuratamente luoghi defilati dalla folla (ieri, giornata splendida, gli azzurri si erano rifugiati al 4° piano di un palazzo udinese).

Dopo il tracollo alle politche, quanto peserà, ai fini elettorali, l’rresponsabile esclusione di Balloch e Blasoni? Chissà…, sono in molti ad attendere il 30 aprile, attendere i risultati che, fossero negativi per Forza Italia, partirebbero le lettere con la richiesta di un ridimensionamento degli attuali vertici regionali, una sorta di commissariamento pilotato per traghettare il partito verso una nuova stagione di rinnovamento che, per fare un nome, Blasoni aveva più e più volte tentato di compiere, rinnovamento rimasto al palo. Del resto basta vedere la lista di Forza Italia alle comunali di Udine, la media anagrafica è spaventosa.

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