22 Agosto 2019 - 3:42 pm


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La versione di Marco Molendini del Messaggero Roma. “Inutile la corsa dei quotidiani contro il Web”

Marco Molendini, storico giornalista del “Messaggero” molla tutto e se ne va. Frustrazione. Qui ne dà una spiegazione.

I quotidiani oggi sono impegnati in una inutile corsa con il web, come un elefante che vuole raggiungere una gazzella. Si inseguono le notizie e si arriva tardi. Si inseguono le storie, si inseguono le puttanate, si inseguono i personaggi che internet fabbrica con disinvoltura, si insegue e ci si affanna. Basta una faccia, un po’ di follower o di visualizzazioni (che, tra l’altro, si possono anche acquistare facilmente) e via coi titoloni, con inutili interviste di maniera, sperando di agganciare il pubblico che con la carta ormai non accende più nemmeno il camino.

Lavorare così è una frustrazione, è la consapevolezza di essere sconfitti, oltretutto con la qualità (in qualsiasi direzione) considerata un tabù. In America il New York Times (certo, è il più prestigioso giornale del mondo) è in vendita in edicola a 3 dollari. Significa che punta solo a un pubblico alto, istruito, che sceglie e spende per capire e confrontarsi, orizzontarsi nella bolla dell’informazione.

E’ così: oggi i giornali possono vendere solo opinioni e non notizie, perché condannati ad arrivare quando la notizia non è più una notizia, ridotta in polvere dal tam tam di siti, blog, influencer e social network.

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