25 Giugno 2019 - 10:24 am


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L’ipocrisia dei basabanchi sulla manifestazione in difesa della famiglia a Verona. Il pensiero del socialista udinese Romeo Mattioli

E’ il caso di rinfrescare la memoria a coloro (la destra e i bigotti) che hanno osteggiato le riforme sui diritti civili: divorzio, aborto, voto ai diciottenni. Costoro furono i primi a usufruirne. Andiamo per ordine. L’introduzione del divorzio nel nostro ordinamento giuridico costituì una delle più grandi conquiste del secolo scorso nel campo dei diritti civili,su iniziativa del socialista friulano Loris Fortuna. La legge sul divorzio è stata un diritto, non un obbligo, un riconoscimento della libertà di coscienza; un rimedio per sanare situazioni di fatto fallite e non recuperabili. Ma i conservatori non si rassegnarono e non accettarono questa civile conquista, promuovendo il referendum, nel 1974, per l’abrogazione di questa legge. Il risultato di questa consultazione sancì il mantenimento del divorzio in Italia con 19.093.929 voti a favore (59,1%) contro 13.188.184 (40,9%). L’anno successivo, marzo 1975, sempre su iniziativa di un socialista del carnico Bruno Lepre, il Parlamento approvò la legge sul diritto di voto ai diciottenni. Questo provvedimento, assieme a quello sul divorzio, rappresentò la più grande e rivoluzionaria conquista in Italia sul campo dei diritti civili. Ne seguì poi l’aborto. La stagione dei diritti civili non può ora considerarsi finita, manca all’appello una legge sull’eutanasia. Concludiamo che oggi i promotori della “difesa” della famiglia di Verona non riusciranno a portare le lancette della storia indietro e i cittadini, in più occasioni nei referendum, hanno espresso questa volontà.