17 dicembre 2018 - 8:22 pm


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MEDIOCREDITO FVG EXXX..POLZIVE!!! UN’ALTRO FLOP DEL DIRETTORE E DEL PRESIDENTE: I BILANCI IN ROSSO ALLONTANANO L’ACCORDO CON ICCREA

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Sintesi: Perdita straordinaria da cartolarizzazione e gestione operativa che non decolla.

Le stelle di San Lorenzo non si vedono in Friuli. Secondo “Affaritaliani”, il quotidiano on line più letto d’Italia, Iccrea avrebbe detto addio all’accordo con Mediocredito.

Dopo due anni di lunghissime trattative e di continui bilanci in rosso, il gruppo Iccrea Holding volta le spalle. Il ripiegamento ora è rivolto sulla Banca di Cividale. Come riferisce “Affaritaliani” si tratta di un: “…Piano B caldeggiato anche dagli ispettori di BankItalia (che a Nordest hanno iniziato il 22 luglio una delle loro visitine) che si chiama PopCividale, uno degli istituti più grossi in regione assieme a Friuladria e a Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone (gruppo Intesa) e che potrebbe aiutare il Mediocredito (fornendo tecnici e subentrando nel capitale) a ripartire dopo il quinto bilancio consecutivo in rosso.

Già, perché nonostante i buoni propositi della presidente Cristiana Compagno, appoggiata dalla squadra di assessori della Serracchiani, il business continua a non performare e ad involvere, preparando il quinto bilancio in rosso.

Non solo per una perdita straordinaria da cartolarizzazione “in house” messa in cantiere e che costringerà la Regione a un nuovo aumento di capitale, ma anche per la gestione operativa che non decolla affatto”.

Ma cosa stavano a fare i 9 fenomeni del CDA pagati 500 euri a gettone e la presidente Compagno a 110 mila euri/anno? Perché il super direttore Narciso Gaspardo da 200mila euri/anno non è andato in pensione un anno fa? Dovrà occuparsi della trattativa con la Cividale o del bonus?  

Appello a Serracchiani: perchè caricare su Pantalone il fardello? Chi sono i responsabili? 

Prosegue la disamina di Affaritaliani: “Chissà se stavolta la semestrale verrà comunicata al mercato (si stima) a metà settembre? o resterà nascosta come l’anno scorso? Insomma, un andamento che forse aiuta meglio a comprendere il perchè Iccrea, dopo ben due anni di verifiche, controlli ed un proprio manager operante all’interno della struttura, sia ancora ritrosa a sottoscrivere la lettera d’intenti, di tenore impegnativo, dopo quella siglata a dicembre 2014. Per intanto, quindi, le due mosse messe in cantiere “risanamento e ricerca del partner” restano ancora due chimere mentre i progressi, sinora solo ufficialmente declamati, stentano a sostanziarsi nell’attesa semestrale…”

Infine, il sito aggiunge: “La cartolarizzazione di crediti per 365 milioni di euro comporterà, a meno di ulteriori accantonamenti tendenzialmente prossimi al 70%, un perdita di una cinquantina di milioni, sempre e solo qualora si perfezionasse la mai sperimentata cartolarizzazione “in house” al 30%.

Ovviamente, se anche con la Popolare di Cividale, che vuole accreditarsi presso la Serracchiani e sostituire il Mediocredito come “banca regionale” (con tanto di gestione dei fondi regionali per incassarne le lucrose commissioni), la trattativa dovesse andare in fumo, ben poco potrebbe salvare i fenomeni che hanno gestito l’istituto fino add oggi, con conseguenze politiche anche per Serracchiani determinate dal fiasco clamoroso di due anni di trattative con Iccrea andate in fumo.

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