23 Marzo 2019 - 12:08 pm


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Minigonne a Resia Exxx…Polzive!!! Friulani spietati: nessun perdono per Don Alberto scivolato in un tranello orchestrato ad arte, il vicario della parrocchia al centro della bufera per le cosce al vento delle ventenni in chiesa, isolato dai residenti come fosse un appestato, scaricato anche dalla Curia udinese. Piange tutto il giorno, non si dà pace, friulani irriconoscibili, spietati

L’errore è stato codificato, la reazione di Don Alberto, vicario di Resia (UD) paesino incastrato in una delle valli più misteriose dell’Europa centrale, eccessiva. Il sacerdote si era lamentato, scrivendo sul bollettino parrocchiale del paese, che le coscritte del ’99 avevano partecipato alla Santa Messa del primo giorno dell’anno con le minigonne e le gambe troppo vista. Dopo due giorni di feroci accuse, da Don Alberto nessuna reazione. Si sa solo che è stato isolato dal mondo intero, dagli ingrati residenti, dalla Curia udinese e dai friulani. Spietati contro il capro, di girardiana memoria.

Chi ha architettato tutto il circo attorno alle minigonne in chiesa? Chi ha chiesto una resa dei conti? chi ha teso il tranello che ha fatto scivolare Don Alberto?

La comunità di Resia ha isolato Don Alberto, è stato allontanato, piange tutto il giorno, è in pericolo. Friulani spietati. I resiani, tradiscono quella religione che ritengono di conoscere e di professare, quella della misericordia che Papa Francesco non si stanca mai di ribadire, cosa andate a fare in Chiesa?:

Il perdono di Dio che ci viene dato nella Chiesa, ci viene trasmesso per mezzo del ministero di un nostro fratello, il sacerdote; anche lui un uomo che come noi ha bisogno di misericordia, diventa veramente strumento di misericordia, donandoci l’amore senza limiti di Dio Padre. Anche i sacerdoti devono confessarsi, anche i Vescovi: tutti siamo peccatori. Anche il Papa si confessa ogni quindici giorni, perché anche il Papa è un peccatore”. Il Pontefice osserva: “L’importante, nella vita di ogni uomo e di ogni donna, non è il non cadere mai lungo il percorso. L’importante è rialzarsi sempre, non rimanere a terra a leccarsi le ferite. Il Signore della misericordia mi perdona sempre, dunque mi offre la possibilità di ricominciare sempre”. (Il nome di Dio è misericordia, p. 73).

Friulani impietosi, punitivi, spregiudicati e senza fede. Don Alberto, tenga duro, quei 4 disgraziati del blogger sono con lei, con tutti gli emarginati e contro le polveroso ipocrisie degli scribi e dei farisei.