23 Agosto 2019 - 12:26 am


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Putin, l’amico di Salvini, come reprimere la libertà di manifestare.

 

Lo scorso fine settimana, più di mille persone sono state arrestate a Mosca durante una delle più grandi manifestazioni antigovernative degli ultimi anni. Il lunedì seguente, il dissidente russo Alexei Navalny, uno dei più popolari oppositori del presidente Vladimir Putin, è stato avvelenato mentre si trovava in carcere per scontare una condanna a 30 giorni legata alle manifestazioni dei giorni precedenti. Sabato 3 agosto, poche ore prima di una nuova manifestazione a Mosca è stata arrestata l’alleata di Navalny Lyubov Sobol: caricata su un furgone nero e portata via poco dopo essere uscita di casa.

La maggior parte dei manifestanti è stata lasciata andare, ma 10 di loro che erano anche tra i candidati non ammessi alle elezioni sono stati accusati di “fomentare proteste” e di violenze, con pene che potrebbero arrivare fino a 15 anni di carcere.

Come spiega il New York Times «La maggior parte dei 143 milioni di russi tira avanti con stipendi inadeguati in un’economia che fa molta fatica. Quasi 21 milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà, con un aumento di 500.000 persone solo quest’anno, come indicano i dati ufficiali. La maggior parte dei russi vive in un mondo triste e fatiscente, fatto di strade terribili, palazzi che si sgretolano e assistenza sanitaria su cui è difficile fare affidamento». E in tutto questo, l’indice di approvazione di Putin è in caduta da mesi.

Secondo il New York Times, il motivo delle dure condanne degli ultimi mesi, delle minacce e della repressione sempre più violenta. Putin starebbe cercando di togliere di mezzo ora i suoi più attivi oppositori, in modo da avere mano libera nei prossimi mesi e anni, quando dovrà probabilmente prendere decisioni ancora più impopolari.

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