21 luglio 2018 - 9:38 pm


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Sergio Cecotti Exxx…Polzive!!! Un fisico, una ragione: “La nostra specialità è in pericolo, se finiamo nella macroregione dovremmo andare a curarci a Padova, il Friuli sarà schiacciato”

“Dico no a una macroregione perché a quel punto, tanto per fare un esempio, se oggi l’opedale di Udine è il centro di riferimento sanitario dei friulani, con la fusione, il centro sarebbe Padova – tuona un prof Cecotti davvero in gran forma – è logico – prosegue – che lo stato centrale risparmierebbe; ma per noi? resterebbe solo il ruolo della marginalità. Inoltre, la rappresentanza dei friulani in un ipotetico consiglio macroregionale, sarebbe ininfluente. Per non parlare dei posti di lavoro e della desertificazione totale del territorio. Salvare la specialità, ma soprattutto usarla”. Il verbo di Cecotti, ineccepibile.

Se qualche friulano avesse voluto capire un pò di più di autonomia, del valore del patrimonio di una regione speciale, delle conseguenze, al netto di Fedriga, di un’eventuale sottomissione amministrativa al veneto, dei rischi che ha corso la specialità regionale rispetto al referendum costituzionale voluto dal Pd di Renzi nel 2016 e molto altro, non poteva mancare ieri sera a Povoletto, auditorium, nell’immediata periferia agiata del capoluogo friulano di Udine. Il candidato presidente Sergio Cecotti ha elencato, punto per punto, i rischi del prosciugamento della specialità del Friuli.

La serata è stata introdotta dal vice sindaco di Povoletto Claudio Bertolutti, una lunga militanza in Lega Nord; seguito da Federico Simeoni, già Front Furlan e conclusa da Sergio Cecotti. Liriche per i friulanisti e un’avvertenza: un peccato non riuscire a seguire le tracce della Sudtiroler, un peccato, davvero.

“La specialità è un valore che in Friuli, da Tondo in giù e fino a Serracchiani non è mai stata esercitata.” Attacca il professore, che aggiunge: “Gli indicatori, anche economici, vanno letti complessivamente, non presi solo quelli che fanno comodo; la sanità, si trova al penultimo posto in Italia, ci precedono anche le regioni del sud.” Simeoni illustra il lucido alla lavagna.

“Il comparto unico, che io ho certamente sostenuto, aveva una ragione: quella di spostare e trasferire i dipendenti regionali nei comuni, invece è avvenuto esattamente l’incontrario, per altro con l’apporto di modifiche peggiorative compiute da Tondo quando era presidente della regione nel 2001“.

Pubblico attento e, a tratti, spigoloso, prontamente rimesso in strada dal magistrale Cecotti. Occorre dirlo anche per chi, come noi, sciagurati bloggeristi di Leopost e Radio Badile, che abbiamo sempre e colpevolmente ignorato, il valore della specialità del Friuli. 

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