23 Agosto 2019 - 12:45 am


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VanniaGava. Bufera Ministeriale sulla leghista di Sacile (Pn). Il ministro pupillo di Di Maio, Sergio Costa, l’accusa di mancato rispetto degli obblighi di trasparenza. Esclusivo

I grillini chiedono le sue dimissioni. Scoppia un caso governativo con sfumature friulane. Sacile, Vannia Gava, Fabrizio Ghedin, Di Maio, Salvini e la Net di Udine finiscono nel vortice impestato della Sesa. La municipalizzata dei rifiuti finita al centro della monumentale inchiesta condotta da “Fanpage”. La Bioman di Angelo Mandato è la società che gestisce gli impianti della Net di Udine, la partecipata che si occupa della raccolta rifiuti. Qual’è il nesso con Vannia Gava? Eccolo:

“Vannia Gava e Fabrizio Ghedin (il suo addetto stampa ora dimissionario…) non hanno adempiuto agli obblighi sulla trasparenza”, scrive in una nota il capo di gabinetto del Ministero dell’ambiente, richiamando al rispetto della normativa vigente la sottosegretaria leghista coinvolta nell’inchiesta del team Backstair di Fanpage.it sulla Sesa, la municipalizzata dei rifiuti del comune di Este (Pd) e sul rapporto tra la Lega di Matteo Salvini e il business miliardario del compost.

Il Ministro dell’ambiente Sergio Costa, fortemente voluto da Di Maio, aveva già richiamato, nel marzo del 2019, la leghista al rispetto della normativa sulla trasparenza, chiedendo di pubblicare sul sito l’elenco e le specifiche degli incontri avuti con gli stakeholders e aveva pertanto informato di questa mancanza anche la professoressa Silvana Riccio, responsabile della corruzione e della trasparenza. Dal suo insediamento, infatti, la sottosegretaria non aveva adempiuto agli obblighi del DM 257 del primo agosto 2018 che prevede che tutti pubblichino le persone in entrata e in uscita dalle stanze del ministero.

Ieri, dopo la pubblicazione dell’inchiesta e dopo le dimissioni del suo collaboratore, la Gava ha aggiornato la scheda sul sito ufficiale, ma la rendicontazione sembra molto scarna e soprattutto mancano all’appello quasi tre mesi di attività.

Alla sottosegretaria, i giornalisti di Fanpage hanno chiesto conto di un video nel quale promuove, facendone lunghe lodi, la Bioman (una delle aziende riconducibili a Mandato, oggetto dell’inchiesta di questi giorni). Azienda di cui fino a poco prima delle elezioni europee era vicepresidente un altro leghista, il senatore Gianpaolo Vallardi. Mentre un’altra azienda riconducibile sempre a Mandato era stata beccata a finanziare con 30mila euro il suo partito.

“Quale conflitto di interessi? Io mi sono sempre recato nelle aziende che lavorano, lo faccio da quando ero amministratore, l’ho sempre fatto con qualsiasi azienda”– ha risposto la Gava.

Eppure proprio nella Bioman lavorava come responsabile della comunicazione il suo collaboratore, oggi dimissionario, Fabrizio Ghedin (“un mio collaboratore che aveva un contratto di collaborazione di comunicazione web e che ha ritenuto di dare le dimissioni per tutelare la sua immagine”).

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