26 Gennaio 2020 - 9:15 am


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Al Voto Al Voto Exxx…Polzive!!! Il vento elettorale scuote il consiglio regionale FVG. Fedriga risucchiato dalle sirene romane, si apre la finestra Riccardi. Esclusivo.

Che il vice governatore Riccardi sia in campagna elettorale non c’è bisogno di ricordarlo. Che l’intesa con Fedriga illumini ogni angolo del Friuli è confermato dai reciproci attestati di stima, pubblici e privati. Che la corsa alla presidenza della regione sia iniziata il giorno dopo le regionali è un fatto. Nel caso, chi sarebbero gli aspiranti candidati vista l’irresistibile lusingatura del “Capitano” nei confronti del governatore friulano? Spuntano alcuni nomi: Zilli? Cisint? Bini? (Zanin c’era ma è finito KO), oppure un triestino, dopo che Dipiazza ha annunciato di Ri-candidarsi a Trieste? Chissà. Una cosa è certa, considerando i rimbalzi romani nessuno vuole farsi trovare impreparato, anche fra i consiglieri regionali e i vari assessori comunali sparsi per la regione. Nel caso specifico di Riccardi, l’aspirazione è mescolata al suo innato pragmatismo, una qualità che al vice presidente non manca, in questo senso anche la questione della quotazione del partito sarebbe superata; Forza Italia? Berlusconi è un furbacchione, forse più di Renzi e dopo aver osservato con divertito sarcasmo le scorribande di Toti e Carfagna, attende l’esito delle regionali di gennaio.

Intanto il pianeta politico friulano segue con palpitazione le vicende romane, i 2 referendum, le elezioni in Emilia, la legge elettorale nazionale. L’esergo dell’intero poema e…, Fedriga, ovvero lo snodo. 

A Metà dicembre 2019 il presidente aveva convocato a Udine lo stato maggiore della Lega Fvg per il “No Tax Day”. Ospite d’onore il neo segretario nazionale dei “Giovani della Lega”, Luca Toccalini. Il suo intervento è stato un assolo di meriti verso il governatore friulano facendo capire quanto Salvini ci tenesse all’ex capogruppo alla camera: “Quando Salvini sarà premier – affermò Toccalini – Fedriga farà parte della squadra” (ministro con deleghe pesanti). Applausi in sala. Lo stesso Mauro Bordin, fra i corridoi del Fiera, cercava di mascherare il chiaro invito del dirigente lombardo e la domanda da 100 milioni di dollari: Quando diventerà premier Salvini? a giudicare dalla settimana appena trascorsa, forse molto presto. Ecco la situazione vista dal blogger partendo dai 2 referendum, quello del taglio dei parlamentari e quello della Lega sul maggioritario: 

Se a questo punto tutti danno per scontata la fine anticipata della legislatura proprio per andare a votare prima del referendum e del successivo taglio dei parlamentari, Mattarella (appoggiato proprio dalla Lega di Salvini) potrebbe essere tentato di accelerare il più possibile la convocazione referendaria, per poi, a riforma approvata, avere l’appiglio per sciogliere le Camere e mandare il Paese al voto con un Parlamento dimagrito. Del resto le figuracce internazionali degli ultimi giorni e l’impasse su quasi tutti i dossier del governo giallorosso, avrebbero convinto anche Mattarella che il male minore per il Paese sarebbero le elezioni anticipate e un governo solido guidato proprio da Matteo Salvini. Uno scenario niente male per chi, come il Capitano, solo ad agosto, veniva dato per finito. Un’altra ipotesi potrebbe essere quella di staccare la spina al governo e tornare alle elezioni politiche prima della celebrazione del referendum eleggendo così l’attuale numero di parlamentari e rimandando la riforma alla legislatura successiva. Scenari, scomposizioni, accelerazioni e ferodi arroventati.  

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