24 Gennaio 2021 - 8:06 pm


Il blog dei badilanti

radiobadile@gmail.com
Breaking News

ApocalisseLeopost Exxx…Polzive!!! Cosa sogna un paziente colpito da Covid durante il ricovero in ospedale? L’inconscio parla: una verità si rivela. Esclusivo.

Sogno e fame. Pietanze e sapori. La notte luogo dell’oscurità; il giorno, spazio della luce. Il sogno parla, è il nostro desiderio inconscio, ci manda messaggi. E in Ospedale si sognano pietanze. Pazzesco. 

L’esperienza del ricovero nel reparto infettivi di Udine ha portato Leonarduzzi a ripescare un pilastro della psicanalisi, il sogno come mezzo con cui il desiderio ritorna, torna perché il desiderio è indistruttibile.

Ecco il resoconto del ricoverato:

 

La prima istantanea dell’attività mentale durante la degenza porta la data del 3 novembre. E’ la mia seconda notte, sistemato in una stanza supertecnologica che sembra un set di Grey’s Anatomy, spurgato dalle paturnie di Meredith. Sono da solo, assistito dalle millimetriche incursioni del preparatissimo personale sanitario. Che accade? Ecco il primo sogno, raffinato, che trasmette un profumo inconfondibile. L’ambiente è elegante e luminoso. Si tratta dell’Albergo-Ristorante Nodo di Codroipo, 4 stelle superior, aperto un mese fa. Giusto il tempo di sedersi a tavola prima del declassamento del Friuli in zona arancione e del mio ricovero. L’istantanea si concentra sull’immagine di un pescetto all’acqua pazza, appena appena aromatizzato all’origano del Medio Friuli. Profumo da sballo, fame da lupo. Viva il prof. Recalcati, viva il Ristorante Nodo e il Sanpietro che dà spazio alla luce. Olè. 

I giorni successivi, dopo vari trasferimenti in reparto e cure incalzanti, è tutta una sarabanda di sogni, sapori e ingozzature spaventose. Fame e sogni: il mio inconscio parla, visita me e una verità si rivela. La fame non perdona, e la psicanalisi mi soccorre. “il sogno ci sveglia dal sonno della gola”. Dietro la buccia dell’euforia del primo sogno codroipese, spunta la capitale. Un secondo sogno folgorante che incrocia sua maestà la carbonara, sublime, per come viene servita alla trattoria Perilli, zona Testaccio a Roma, la migliore in assoluto di tutta la città. E’ il terzo giorno di degenza, i sogni in reparto pedalano come gregari in fuga (cit). Un mix irrequieto e allucinante. Dopo la carbonara, un altro primo di livello appare in sogno, come la Madonna. E’ l’uovo al raviolo del ristorante San Domenico di Imola. I giorni passano e gl’incubi galoppano. L’Es mi sorprende e chissà per quale ragione, fanno la loro apparizione anche i dolci. E’ un lampo. Qui capisci Freud, l’inconscio non aveva scordato le irresistibili tentazioni. Sono io il responsabile, senza esserne padrone, è il momento del tiramisù. Morbidissimo e benefico come l’aerosol del reparto, combinazione perfetta con la località in cui si trova la fornitura. Osteria Gera Ora sul Gran Viale del Lido di Venezia. Il ragazzo, dopo una decina d’anni trascorsi a Miami, è tornato nella sua Venezia. Tiramisù, nomen omen, sogni facilitati dalla serenità che la squadra dei sanitari sa trasferire ai pazienti. Sogni, fame e cure. Dimesso. 

 

Related posts