24 Gennaio 2021 - 8:38 pm


Il blog dei badilanti

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ApocalisseLeopost Exxx…Polzive!!! Il buio, le tenebre, lo spasmo. Il profondo della peste vissuto da Leonarduzzi. La formidabile squadra del Pronto Soccorso di Udine e il colonnello Kilgore. Esclusivo.

 

La diagnosi sul blogger non ammette sfumature. Broncopolmonite interstiziale di grado severo. Punto. E’ l’esito fornito dal Dipartimento di medicina specialistica malattie infettive di Udine diretto da uno dei professionisti più in gamba d’Italia, Carlo Tascini.

Dopo una decina di giorni di attenzioni e cure minuziose, sono stato dimesso venerdì scorso. Ragazzi, amici, lettori, nemici, fate quello che volete, ma questo virus è una merda, non scherzate. Penso di essere abbastanza temerario, di averne viste tante, stavolta però ho preso sbigola. Apocalypse now. In breve:

Vedevo solo tenebre, ombre e angoscia. Non c’era tempo da perdere e così lunedì 2 novembre mi sono presentato al Pronto Soccorso di Udine. Due parole alla reception: «Sto morendo». Neanche il tempo di tirar fuori la tessera sanitaria che un medico, che ricordava l’esaltante fierezza del tenente colonnello Kilgore in Apocalypse now 〈in questo caso irroratore di ossigeno〉, mi sistemava sotto il suo diretto controllo. Non mi ha perso di vista per 16 lunghe ore. La sua centrale di comando degli ambulatori anti-covid era di fronte a me. Il colonnello andava avanti e indietro, piegato sulle ginocchia, mentre intorno a lui c’era letteralmente il finimondo. Il Covid-Vietnam friulano non gli faceva paura, anzi sembrava esaltarlo. Per noi, impestati, a vederlo così sicuro era vitamina pura e certezza di essere finiti in buone mani. E così sarà. Sembra la nemesi di RadioVirus. «Dal profondo della peste…» esorcizzato per mesi su Leopost.

Saluto il gran lavoro dei comacheros, i collaboratori che nei giorni della mia degenza hanno tenuto alta la fiammella di questo disgraziatissimo presidio liberale. E ovviamente a tutti voi cari amici e lettori che nei primi giorni di novembre eravate in allarme e mi avete inondato di vostre attenzioni. Grazie davvero. Poi ci sono le donne, l’infaticabile Paola, le disseminate comunità familiari e il reparto. Dai medici alle infermiere e fino alle OS, il meccanismo, algoritmo o meno, ha funzionato a meraviglia. Buona domenica.    

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