20 Febbraio 2020 - 10:14 am


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Basovizza Exxx…Polzive!!! Memoria sbregata sul Carso: Serracchiani graffia i sovranisti: “Tragedia foibe è il vostro palcoscenico”. Prende la parola Gasparri e la delegazione del PD se ne va.

Il picchetto del reggimento Piemonte Cavalleria ha aperto oggi, 10 febbraio, la cerimonia alla Foiba di Basovizza, sul carso triestino, in occasione del Giorno del ricordo, ricorrenza istituita nel 2004 per ricordare le vittime delle foibe, l’esodo giuliano dalmata e le drammatiche vicende del confine orientale negli anni a cavallo del secondo dopoguerra. Davanti alla Foiba è stata esposta una corona di fiori del Senato, rappresentato da Maurizio Gasparri; presenti anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Inca, ha deposto una corona, e altre istituzioni come la Regione Fvg e il Comune di Trieste. Prende la parola il sen. Maurizio Gasparri in rappresentanza del Senato e i parlamentari del Pd lasciano la Foiba di Basovizza in segno di protesta per la irritualità del caso. Per la prima volta era intervenuto prima di lui un presidente di regione, Massimiliano Fedriga, e ciò ha suscitato qualche mugugno, quando però ha preso il microfono anche Gasparri, allora c’è stata la protesta. «Foiba Basovizza ormai è palcoscenico della destra sovranista», ha commentato la parlamentare dem Debora Serracchiani.

Erano presenti oltre al ministro D’Incà, il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza e diversi parlamentari, tra cui il leader della Lega, Matteo Salvini, la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, il senatore di FI, Maurizio Gasparri, e gli esponenti dem, Luigi Zanda, Debora Serracchiani e Tatjana Rojc.

“Folle chi nega la Shoah e folle chi nega le foibe. Il nemico da combattere è ancora l’indifferenza, la violenza e l’ignoranza”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, a margine della deposizione di corone di alloro alla foiba di Monrupino in occasione del Giorno del Ricordo. «Oggi – ha ribadito Salvini – è una giornata importante che dovrebbe unire tutto il Paese in nome del ricordo di tutte queste migliaia di donne, uomini e bambini massacrati solo in quanto italiani. Una vera e propria pulizia etnica fatta dai comunisti slavi e non solo».

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