9 Aprile 2020 - 11:06 pm


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BidonePicchione Exxx…Polzive!!! Condannata la soprintendente che in Friuli diceva no a tutto: pernottava all’Astoria di Udine a spese di pantalone, incasinò Grado, affidò a una ditta amica lavori per oltre un milione di euri a Palmanova, Udine, Aquileia. A Trieste dimenticò le chiavi e lasciò in strada i dipendenti.

Quando era in attività in Friuli VG, nel 2011, per trasferirsi dalla sede della soprintendenza di  Trieste a quella di Udine, partiva un giorno prima e riposava all’Astoria di Udine. Tutto a spese di Pantalone, Contribuente friulano. Ieri, la Corte dei conti, Sezione giurisdizionale per il Fvg, ha condannato la funzionaria al pagamento di quasi 11 mila euro oltre a rivalutazione monetaria e interessi legali alla stessa Soprintendenza all’Archeologia, Belle arti e Paesaggio. Aveva inserito nel foglio di spese di trasferta, il pernottamento in Hotel Astoria a Udine. La sentenza evidenzia come in caso di trasferte entro gli 80 KM dalla sede di assegnazione, c’è l’obbligo di rientro nella sede principale. Rimborso o rifusione delle spese per i pernottamenti immotivata.  

In Friuli, le prime rogne per la soprintendente che dormiva a scrocco all’Astoria di Udine, sopraggiunsero con sue discutibili decisioni: il Consiglio dell’Autorità nazionale anticorruzione bocciava il modo in cui l’ex soprintendente aveva assegnato tra fine 2012 e fine 2013 a una sola ditta specializzata in interventi di restauro monumentale (la Lepsa Srl di Roma) ben quattro opere per quasi un milione di denaro pubblico: un paio sulle mura di Palmanova, una terza sul tetto di Palazzo Clabassi, sede udienese della Soprintendenza e una quarta per la manutenzione straordinaria di Casa Bartoli di Aquileia. Inoltre Lady Rimborsi, si era distinta anche nel tormentato progetto di Grado3: risultò indagata per l’esposto presentato dalla società del “patron” Bernardis nel giugno 2013. Finché nel Tribunale triestino scaturitì l’inaspettata decisione. Il Gip Luigi Dainotti aveva infatti stabilito la sussistenza dell’ipotesi di reato di “abuso in atti d’ufficio” a carico dell’ex soprintendente regionale.

Altro capitolo: nel 2012 si era portata le chiavi in albergo. Risultato? il giorno dopo per mezz’ora i dipendenti inistrada ad attendere che qualcuno aprisse loro la porta.
I commenti dei triestini: ”Me par che la siora la fa de tuto per farse mandar via, La xe vignuda controvoja. Xe ela stessa che blocca tutto e no ocori che i se sforzi tanto…”

In Friuli era soprannominata la Signora No, per via delle innumerevoli bocciature con cui respingeva i progetti. Malgrado le condanne e le contestazioni, la Picchione è ancora una funzionaria della pubblica amministrazione: oggi soprintendente a Barletta e Foggia.

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