7 Dicembre 2019 - 9:39 am


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Blasoni: “Io sono l’imperatore, io sono Dio”. Come funzionava il “sistema” e i nomi degli arrestati.

 

Da “Il fatto Quotidiano”:

Io sono l’imperatore…perché io sono Dio…io sono il capo”. Intercettato nella sala riunioni della sede del Gruppo Sereni Orizzonti il 15 aprile scorso, Massimo Blasoni si rivolge così ai suoi più stretti collaboratori durante una delle consuete riunioni settimanali in cui vengono prese “le più importanti decisioni in merito alle strategie da adottare per coprire le false rendicontazioni“, come scrive il gip Mariarosa Persico, della Sereni Orizzonti, azienda leader in Italia nella gestione di residenze per anziani e di comunità terapeutiche per minori. In questi vertici viene definito il ‘sistema Blasoni’, al centro di un’inchiesta della procura di Udine per truffa aggravata.

L’elemento cardine attorno a cui ruota la truffa – si legge nell’ordinanza – è la continua riduzione del costo del personale impiegato nelle strutture, voluta da Blasoni e attuata dai suoi più stretti collaboratori, che si concretizza in una riduzione delle prestazioni erogate per l’assistenza”. Gli effetti? In una residenza per anziani di Udine non ci sono i condizionatori “e ci son 32 gradi“. Mentre in una comunità per minori in provincia di Cuneo la coordinatrice lamenta: “I ragazzi son tutti calati di peso perché mi danno un budget di 36 euro a settimana per sfamare 10 adolescenti“.“Io sono una mente specialissima e geniale”
Secondo l’accusa, grazie alla riduzione del costo del personale attuata tramite meccanismi fraudolenti, la società Sereni Orizzonti ha percepito illecitamente contributi pubblici per
oltre 10 milioni di euro. Massimo Blasoni, titolare del 62,63% del capitale sociale di Sereni Orizzonti Holding, nonostante non ricopra alcuna carica nelle società del gruppo, è considerato colui che gestisce “in prima persona l’intera attività aziendale”. Ex consigliere regionale di Forza Italia in Friuli Venezia Giulia, Blasoni ha già patteggiato tre condanne, di cui una nel 1990 per bancarotta fraudolenta, evasione fiscale e corruzione aggravata. Il suo ruolo nella gestione della Sereni Orizzonti emerge dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, tramite intercettazioni telefoniche e ambientali. Emblematica per definire il ruolo di Blasoni è la conversazione che il 9 settembre scorso egli stesso ha con il consigliere di amministrazione Marco Baldassi: “Io comando, decido e possiedo”, dice Blasoni. Poi aggiunge: “Io sono quella mente specialissima e geniale che ha costruito da zero forse la più grande azienda di prima generazione di questa cazzo di regione”. “L’ho fatta crescere, diventare milionaria con la mia fantastica intelligenza…”. “Quello che è mio è mio…io decido…chiunque si contrapponga alle mie decisioni è fuori perché è mia…“.

Baldassi è finito in carcere insieme a Blasoni, così come Judmilla Jani, direttrice di Area 1 di Sereni Orizzonti, che comprende le strutture in Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Sicilia e Lombardia e Federico Carlassara, responsabile ufficio del personale. Ai domiciliari invece l’altra responsabile ufficio del personale, Laura Spera, Denise De Riva, direttrice per Veneto, Liguria e Sardegna, Claudio Salvai, direttore per il Piemonte e Manuela Castaldi, responsabile della zona Emilia Romagna. L’obbligo di dimora è stato disposto invece per Walter Campagnolo, responsabile delle comunità per i minori di Sereni Orizzonti. Sono quelli che l’ordinanza definisce gli “stretti collaboratori” di Blasoni, le persone a cui “dispone di non rispettare gli standard assistenziali previsti dalla legge, con grave danno alla finanze pubbliche e agli ospiti delle strutture”.

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