7 Dicembre 2019 - 11:19 am


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CantieriDrogati Exxx…Polzive!!! A Monfalcone la droga di Hitler corre a fiumi. Bengalesi drogati e sfruttati come schiavi per vincere gli appalti. Friuli infetto, Nazione malata.

Indagini della Guardia di Finanza di Mestre.

Nella capitale bisiaca la percentuale di residenti bengalesi è notevole, circa l’8% quasi 3.000 cabibi, come li chiamano qui. Giunti nell’ultimo lembo italico con la speranza di fare soldi lavorando per la Fincantieri. Il colosso della cantieristica navale, per contenere i costi e guadagnare sulle commesse, esternalizza le lavorazioni povere affidandole a ditte in subappalto che, secondo l’accusa, si aggiudicano quote di mercato al maggior ribasso. La lucrazione avviene sullo stipendio dei poveri operai bengalesi, Friuli, peggio di Brazzaville. Operai stritolati o sfruttati, come nell’800 pre industriale. Anzi qui va peggio perché per lavorare, gli operai sono costretti drogarsi per sostenere i turni massacranti nei cantieri di costruzione delle grandi navi a Monfalcone (Go). La chiamano la ”droga di Hitler”, perché durante la Seconda Guerra Mondiale i soldati del Terzo Reich ne facevano un uso massiccio, così da poter sostenere qualsiasi fatica. Ma anche la “droga della pazzia”, perché crea gravi danni al sistema nervoso, genera ansia e depressione. Gli operai che guadagnano una media di 5-6 euro all’ora per costruire le grandi navi e arredarle sono sottoposti a ritmi massacranti, come ha dimostrato l’inchiesta della Finanza. Per rispettare i tempi di consegna sono costretti a lavorare ben oltre l’orario di lavoro, senza percepire straordinari. Vite da cani nel cuore del civilissimo Friuli. 

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