20 Gennaio 2021 - 4:19 am


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CatastrofeFedriga Exxx…Polzive!!! Dopo la bufala dell’algoritmo i friulani vogliono passare sotto i veneti di Zaia. Esclusivo.

 

L’ordinanza di Fedriga è l’atto normativo di più breve durata della storia dell’umanità. Meno di 24 ore. Trionfo dell’effimero.

Cos’è sfuggito allo staff di Fedriga che ha fatto precipitare nell’abisso della peste arancione la regione Friuli VG? I furlani rimpiangono la Serenissima e invidiano i dirimpettai veneti governati da Zaia. Alcuni elementi.  

I 21 indicatori, indicati nel decreto del Ministro della Salute del 30 aprile, fanno parte di un insieme di strumenti che aiutano a comprendere l’andamento dell’epidemia ed il rischio di una trasmissione non controllata e non gestibile.

La raccolta delle informazioni e la classificazione viene realizzata dal Ministero della Salute con il supporto di una cabina di regia che coinvolge l’Istituto Superiore di Sanità e le Regioni/PA.

Gli indicatori, di cui 16 sono ‘obbligatori’ mentre 5 opzionali, permettono di valutare tre aspetti di interesse per la valutazione del rischio: probabilità di diffusione, impatto e resilienza territoriale.

 

 

Quali sono le soglie di allerta sfuggite al controllo dello staff di Fedriga? Dopo l’euforia dell’altro ieri, il Friuli è precipitato nella zona arancione, una catastrofe sociale, economica, politica e culturale che getta un’ombra d’incertezza sulla governance del centrodestra Fvg nel periodo Covid. Una figura di merda dolorosa per i friulani rispetto ai veneti e alla propaganda messa in atto dalla giunta Fedriga che si autocelebrava con gli over 65. Per converso, Zaia dimostrava di conoscere perfettamente algoritmi e soglie che avrebbero determinato la salvezza dei veneti. Friuli asfaltato.  Ancorchè il presidente Fedriga continui a lamentare ingerenze dalla cabina di regia del ministro Speranza, sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità sono riportati scientificamente i parametri da rispettare. Ecco un brano:

“…Una volta raccolti i dati, ognuno dei quali ha delle soglie di ‘allerta’, e verificata la qualità degli stessi, si effettua un’analisi attraverso due algoritmi, uno per la probabilità ed uno per l’impatto. Combinando i risultati di questi in una matrice di rischio (allegata al DM Salute 30 aprile 2020) si calcola il livello di rischio stesso. Qualora si riscontrino molteplici allerte relative alla resilienza territoriale, il livello di rischio deve essere elevato al livello di rischio immediatamente successivo. Per ognuno di questi tre aspetti (probabilità, impatto e resilienza) servono molteplici indicatori o criteri aggiuntivi che indichino una criticità per poter alzare il livello di rischio di una regione. Ad esempio per la valutazione di impatto si considera: se negli ultimi cinque giorni ci sono stati casi in persone sopra i 50 anni, se c’è un sovraccarico delle terapie intensive e/o delle aree mediche, se ci sono focolai che coinvolgono persone particolarmente vulnerabili, e non è sufficiente che solo uno di questi parametri per portare ad una valutazione di impatto elevata”.

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