28 Gennaio 2021 - 4:16 pm


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CensuraSocial Exxx…Polzive!!! Massimo Cacciari e Fabio Carini si scagliano contro l’oligarchia della rete. Il filosofo: “Se pensiamo che i Trump si sconfiggano così…tanti saluti”. Esclusivo

 

Twitter e Facebook sequestrano la libertà d’informazione e censurano, oltre al presidente Trump, tutti i testi che contengono messaggi non “politicamente corretti”. Si può sostenere la violenza di Black Lives Metter, ma non si può scrivere che, forse, si sono verificati dei brogli elettorali che hanno fatto perdere il tycoon pazzoide alle ultime presidenziali. Sul punto il filosofo Massimo Cacciari è incazzato e anche Fabio Carini, direttore della testata del consiglio regionale Fvg Acon, fornisce il suo punto di vista. Totalmente contrari, ambedue. E, ovviamente, si aggrega anche questo sito di irregolari e sostenitori della libertà s’informazione. L’interrogativo è sollevato da Gianni Candotto, professionista nel campo assicurativo e segretario provinciale di Fratelli d’Italia di Udine. Segui… 

«Chi comanda veramente? – si chiede Candotto – La politica o chi può silenziarla con un clik? Il potere dei monopolisti dell’informazione è totale, senza controllo, senza regole. Urge una legge sulla libertà di espressione». Secondo Fabio Carini: «Democratizzazione mediale? No, oligarchia dei social – e aggiunge – Ti raccontano che la rete e i social favoriscono un processo di democratizzazione mediale improntato sulla degerarchizzazione dell’informazione. Poi ti accorgi che la verità è ben diversa e nella realtà virtuale sempre più reale esisti solo se piaci all’oligarchia che la governa. Altro che cortina di ferro… In definitiva, caro Zuckerberg, se vuoi bannarmi accomodati. Non farai che accrescere un pensiero che è di molti, molti più di quanti tu possa pensare».

Il filosofo Cacciari ritiene che il trumpismo non potrà essere sconfitto con la censura.

«Continuerà a parlare sui giornali, alle televisioni, è evidente che continuerà a parlare. Mica sto piangendo sulle sorti di Trump. È una questione di principio. Ha dell’incredibile che un’ impresa economica la cui logica è volta al profitto, come è giusto che sia, possa decidere chi parla e chi no. Non è più neanche un sintomo. È una manifestazione di una crisi radicale dell’ idea democratica e che alcuni democratici non lo capiscono vuol dire che siamo ormai alla frutta. Dopodiché – osserva Cacciati – se pensiamo che i Trump si sconfiggano così, saluti.

Magari sconfiggeremo i Trump, più difficile sconfiggere qualche altro: forse non è proprio Trump il pericolo. Trump si manda a casa, come si stava già facendo. Twitter o non Twitter era stato mandato a casa. È folle che un politico si comporti come lui, non è questo il problema. Non è che noi possiamo decidere su questioni di principio in termini occasionali, quello ci piace allora parla, quell’ altro non parla. Ma siamo pazzi?».

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