23 Settembre 2020 - 1:13 am


Il blog dei badilanti

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CentroDestraFvg Exxx…Polzive!!! Il mojito dà alla testa alla Lega. Dopo Carlo Pavan, irrompe il tenebroso Calligaris, quello che spezzò il cuore a Ilaria Cecot: “Sparerei ai migranti”. Chiesta la sospensione dal consiglio. Le responsabilità del forzista Zanin sulla presenza in aula dei 12 scalmanati di Casa Pound. Fedriga impacciato. Esclusivo.

I colleghi di opposizione, parlano di gravissime responsabilità da parte del barcollante Zanin di Forza Tragica, rispetto all’irruzione di un gruppetto di esponenti di Casa Pound in consiglio.

Non ci sono notizie, a memoria d’uomo, di un martedì così schizofrenico e disordinato come quello che si sono inventati ieri i mezzadri del centrodestra Fvg. I primi ad accendere il petardo sono stati quelli di Casa Pound. Grazie alle inesistenti misure di sicurezza ignorate dal barcollante presidente Zanin, il gruppetto è entrato indisturbato nell’aula del consiglio regionale, preso posizione e dato vita alla ramanzina contro i poveri consiglieri della 6a commissione. 2 minuti di comizio, indisturbati, Nessun commissario, nessuna vigilanza. Solo Honsell ha avuto il coraggio di alzarsi e uscire dall’aula.

Come hanno fatto ad entrare? mistero. Il presidente del consiglio Zanin, Forza Italia, colui che pontifica sulla sicurezza contro i migrantes, si è scordato le elementari prescrizioni d’aula che sono nelle sue disponibilità: la sicurezza e la tutela dei consiglieri durante i lavori in consiglio. Si pensa a un esposto contro Zanin, reo di non aver garantito le elementari procedure di sicurezza dell’aula.

Nello stesso momento, l’esponente leghista e consigliere regionale Calligaris si metteva in competizione con i fascistelli No-Usura urlando che, lui più di loro, ai migrantes avrebbe sparato, tranquillamente. Delirio che mette in crisi il segretario della Lega Fedriga e l’opposizione che chiede un periodo di sospensione dall’aula per il bisiaco tombeur de femme.  Dopo Carlo Pavan a Udine, ecco Calligaris a Trieste, il bel tenebroso cui la pagina dello scandalo aveva dedicato la copertina alcuni anni fa. Siamo nel 2018. 

“Il Calligaris, dopo una breve ma intensa storia d’amore, aveva scaricato l’ex assessore provinciale Ilaria Cecot per tuffarsi tra le braccia di una nuova fiamma da poco iscritta alla Lega. Ci furono momenti di alto lirismo romantico che Ilaria Cecot, sedotta e abbandonata, aveva così sintetizzato: 

“Io, è vero, ho profondamente amato un uomo di idee politiche diametralmente opposte alle mie. Quando quell’uomo sette mesi fa, mi chiese di sposarlo, con le lacrime agli occhi dissi di sì. (…), A lui avrei dedicato il resto della mia vita. (…). Le cose sono andate diversamente a causa di questa nuova fiamma che si è presa la mia vita”. Ilaria Cecot conclude la parabola sofferente con un passaggio sulla dignita:

“La dignità di vivere l’ amore come un dono e non come una scorciatoia per giungere al potere. Ah si, dimenticavo, lui ad un certo punto mi chiese di andare a lavorare con lui, in quel posto dove poi si è ritrovata per caso lei, voleva me perché con me vicino si sentiva più sicuro perché io di politica ne capivo quanto e più di lui, diceva”. Centrodestra irriconoscibile. 

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