25 Maggio 2020 - 5:51 am


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CentroDestraFvg Exxx…Polzive!!! Inizia la Fase 3 della giunta Fedriga: Rimbomba la parola rimpasto dopo le macerie del Covid. Gli spifferi di palazzo. Esclusivo

Se come sostiene Francesco Russo l’ipotesi nave-Covid è “affondata definitivamente”, e le sistemazioni degli anziani triestini saranno assicurate, restano sul tappeto i due mesi drammatici che hanno ribaltato tutto, il mondo, la nostra regione e le geometrie assessorili della giunta Fedriga.

In questa fase l’esecutivo regionale era esposto alle peggiori tempeste. Ecco allora che in una fase in cui tramonta l’ipotesi della nave, si presenta davanti a Fedriga l’occasione del tagliando. In questi 3 giorni di consiglio regionale la parola rimpasto, rimbalzava da una parete all’altra del palazzo. I nomi dei protagonisti sono quelli più in vista: Riccardi, Bini, Zilli e, per tutta una serie di motivi, Pizzimenti.

Riccardi, anche a detta del capogruppo Bordin stasera a Telequattro, è l’assessore che più di altri si è trovato con il fardello maggiore sulle spalle. Due deleghe da urlo, appesantite dalla questione nave che ha scombussolato tutto il Nord Italia. In questo senso sono in molti a pensare a una sorta di “uscita di sicurezza” per Riccardi con un approdo alle infrastrutture, la sua grande passione e con le prospettive di una sinergia propositrice coll’amico Paniz (autovie). Lo scambio sarebbe favorito dall’intraprendenza di Barbara Zilli. L’avvocato gemonese, che ha sempre dimostrato una grande attenzione e passione per il comparto sanitario (ospedale di Gemona), potrebbe prendere il posto di Riccardi. Pizzimenti, a sua volta, entrerebbe in possesso delle deleghe finanziarie della Zilli che sono sempre state il suo pane quotidiano (è docente di matematica applicata, già in CDA di Mediocredito) e infine Sergio Bini che, grazie alle misure economiche varate in favore delle imprese (55milioni di euri di cui 33 a fondo perduto e sfoltimento burocrazia) potrebbe ambire alla poltrona di vice presidente della giunta.

Una serie di incastri determinati dall’imprevedibile Covid cui presto o tardi Fedriga avrebbe comunque dovuto metter mano. Resta ancora incerta l’inopportuna figura del presidente del consiglio Zanin. La questione Mtf e alcune critiche sulla sua conduzione d’aula, non sono ignorate dal presidente che continua a fare buon viso a cattivo gioco. Lo spiffero è di livello e ritiene che questa sia l’occasione buona per rivedere anche la figura del presidente del consiglio. Chissarà? 

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