13 Dicembre 2019 - 9:50 pm


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Commemorazione di Loris Fortuna, il padre della legge sul divorzio. I consiglieri di maggioranza del comune ignorano la storia, presenti Pirone e Venanzi, relazione di Tiziano Sguazzero. Il 1985 narrato da Romeo Mattioli.

Ogni anno a Udine, nel famedio del cimitero di San Vito, viene celebrata la figura di Loris Fortuna, padre della legge sul divorzio in Italia, scomparso il 5 dicembre del 1985. A tracciare uno dei tanti percorsi che hanno riempito l’incontenibile vivacità intellettuale del socialista friulano, è stato il professore Tiziano Sguazzero, autore di un profondo studio sul socialismo in Friuli racchiuso in un libro dal titolo: “Il socialismo friulano, 1945-1994: dalla Liberazione alla diaspora”. Con prefazione di Gianni Ortis.

Il segretario Nazzi ne ha tracciato alcuni spunti ricordando anche la novità di quest’anno e cioè l’intitolazione di una sala del Tribunale di Udine a Loris Fortuna grazie all’interesse dell’avvocato Enrico Bulfone.

Il comune di Udine era rappresentato dal vice sindaco Loris Michelini. Hanno seguito la cerimonia i consiglieri Venanzi e Pirone; fra gli altri, in cimitero era presente anche l’ex sottosegretario del Psi Riccardo Nencini. Il ricordo del professor Sguazzero è andato agli studi universitari di Fortuna, alla sua tesi di laurea e alla capacità di analisi dei fenomeni sociali. A margine della cerimonia, Romeo Mattioli, già assessore comunale a Udine, ha voluto commentare le vicende di quel 1985, anni in cui morì Fortuna.

Nel capoluogo friulano, l’8 giugno di quell’anno, si svolsero le elezioni comunali e il Psi partecipò con una lista di grande caratura, vennero eletti ben 8 consiglieri: Loris Fortuna, Romeo Mattioli, Gianni Renzulli, Vittorio Tribulzio, Dino Boezio, Claudio Bossi, Bruno Damiani e Roberta Breda. Erano gli anni del sindaco Candolini che morì il 2 ottobre, proprio due mesi prima di Fortuna. Dopo la scomparsa del leader socialista, avvenuta il 5 dicembre, Romeo Mattioli divenne capogruppo in consiglio. Sindaco era stato nominato Bressani, nella giunta figuravano i nomi dei socialisti Tuburzio (vice sindaco), Gianni Renzulli, Boezio e Bossi come assessori. Alcuni anni dopo, su richiesta di Mattioli, Renato Vivian e di Marco Balestra, venne depositata la proposta di intestare una via di Udine al compianto Loris Fortuna. Non se ne fece nulla, ma la richiesta venne ripresentata dal solo Mattioli e nel 1996, per la precisione il 23 luglio, in accordo col fratello Piero, venne intestato al Fortuna il giardino pubblico di via Liruti.

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