28 Gennaio 2021 - 4:20 pm


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Covid. Dove muoiono tutti questi morti? L’inchiesta del giornalista Alessandro Barbano.

 

 

I dati ufficiali non dicono nulla. Dicono quanti sono i morti Covid, non dove sono. Quanti muoiono a casa, quanti in strutture miste sanitarie-assistenziali, quanti in reparti ospedalieri ordinari, e quanti in reparti di terapia intensiva?

Giunti, dopo dieci mesi, sul passo estremo della pandemia, avendo fatto, come sarebbe auspicabile, tesoro dell’esperienza sugli errori fin qui commessi, in quale luogo un malato di Covid avrebbe diritto di morire, per essere certi che la sanità pubblica abbia fatto tutto ciò che era possibile, e tuttavia non sia bastato, per salvargli la vita? Il lettore converrà che la risposta più scontata a questa domanda è: in un reparto di terapia intensiva. Ma quante persone muoiono in terapia intensiva?

Tra la babele di cifre parziali e contraddittorie che la Protezione civile dispensa ogni giorno nel suo bollettino, questo dato non c’è. Tuttavia è ricavabile con un esercizio logico. L’11 dicembre sono morte per Covid 649 persone. Nello stesso giorno il numero di ricoverati positivi al virus nelle terapie intensive è sceso da 3.265 a 3.199, con un saldo negativo di 66 unità, nonostante si registrino 195 nuovi ingressi. Vuol dire che se 195 pazienti sono entrati, 195 più 66 sono usciti: la somma fa 261 malati che hanno lasciato i posti letto riservati alla rianimazione. Questa cifra include tanto i morti, quanto coloro che sono tornati nei reparti ordinari, perché le loro condizioni sono migliorate.

Per stimare le vittime possiamo riferirci a due studi, condotti in Lombardia e in Scozia, che individuano la mortalità di Covid in terapia intensiva, giungendo alle stesse conclusioni: in una prima fase è molto differenziata da reparto a reparto, in base alla qualità dell’assistenza offerta, a conferma di come non basti un ventilatore per fare una buona rianimazione. Ma poi, in una fase di assestamento, la mortalità oscilla tra il 25 e il 40 per cento. Gli studi di cui vi parlo risalgono all’estate scorsa, oggi nelle terapie intensive più attrezzate la percentuale di decessi non supera di molto il 10 per cento. Ma consideriamo pure una media attestata sulla parte più bassa del range e assumiamo che il 25 per cento, cioè uno su quattro dei pazienti entrati in terapia intensiva per Covid, non riesca a salvarsi. Uno su quattro di 261 fa circa 65. Tanti sono presumibilmente i malati morti l’11 dicembre in terapia intensiva per Covid. E tutti gli altri?

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