6 Luglio 2020 - 7:50 pm


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CuccagnaVirus Exxx…Polzive!!! Mesate stellari per i dirigenti regionali Fvg: Primattore Franco Milan che tira 170 mila€/anno, Aristei 155mila. Tirano il doppio di un ministro. Esplode il caso dei buoni pasto intascati dagli ex dipendenti province. Partite iva alla canna del gas. Esclusivo.

Per il pubblico impiego regionale, il Covid si è rivelato un grande affare e un’appetitosa cuccagna. Partite iva alla canna del gas. 

Gli oltre 100 dirigenti della regione FVG, causa Covid, potranno rivendicare le ragioni di una probabile proroga della loro scadenza fissata al 1° agosto 2020, i loro compensi, malgrado la catastrofe, non hanno subito alcuna decurtazione.

Colui che detiene il primato di dirigente più pagato della Regione Fvg è Franco Milan, direttore generale della regione retribuito per una parte fissa a 150.000 € ed in una parte variabile di ammontare massimo pari ad euro 20.000.= (ventimila), da corrispondere proporzionalmente agli esiti del sistema di valutazione. Totale 170mila euri più benefits. Tira il doppio di un ministro (90 mila euri).

Al secondo posto il direttore centrale della protezione civile Amedeo Aristei, scoperto dall’ex sindaco di Tarvisio Renato Carlantoni e poi sfilato da Riccardi al sindaco Zanette. Per Aristei il tabellare è fissato per decreto a 155 mila euri/anno più benefits, ma, nel caso del direttore centrale bisogna tener conto del settore in cui è impegnato, quello della Protezione Civile.

Seguono i dirigenti di prima fascia, fra gli altri: Antonella Manca, Padrini, Lugarà, Francesco Forte, Canali… che tirano mesate stellari pari a 136mila euri/anno. Quelli di seconda fascia raggiungono i 120mila euri. Per esempio: Vernì, Cortiula, Salvatore Campo, Del Bianco…

La catastrofe del Covid non li ha nemmeno sfiorati. Sono i garantiti del pubblico impiego che i sindacati difendono col coltello tra i denti. Tuttavia fra i mille privilegi della categoria che, in Friuli, detiene il primato nazionale, circa 4.000!!, la cuccagna non si limita solo alle mesate. C’è un altro magheggio che crea loro un piacevole sollievo e benessere. E’ la furbata dello smart working. Per coloro che si trovano a lavorare da casa e in comodità, oltre alla mesata sicura, c’è la possibilità di arrotondare col buono pasto, quello cartaceo degli ex dipendenti della provincia. Se non utilizzato, può essere speso al supermercato. Per i regionali invece lo stramaccio è doppio. Essendo i buoni pasto elettronici, i dipendenti che lavorano da casa non lo possono consumare e, di conseguenza, per la regione rappresenta un risparmio. Ci sono gli orari di fascia A e di fascia B. Facendo una media si può calcolare in un risparmio di circa 30 euri a dipendente alla settimana. Secondo rumors di palazzo l’ammontare della quota risparmiata potrebbe finire nella torta dei golosissimi premiali che i dirigenti, da 130 mila euri/anno, vorrebbero dividersi. Il pubblico impiego ai tempi del Covid. Partite iva alla canna del gas regionali nell’oro. 170 mila eurianno sono circa 340milioni di vecchio conio.

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