7 Agosto 2020 - 12:48 am


Il blog dei badilanti

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Ennio Morricone è morto.

 

Non è passata alla storia, giustamente è stata dimenticata, ma nella sfilza di canzoni che ha rivestito, rimontato, lucidato e ricostruito Morricone ha lasciato tracce abbondanti del suo genio popolare.

Il giro di basso spezzato da tocchi dissonanti di pianoforte che introducono Sapore di sale che hanno segnato per sempre la sensualità delle spiagge d’estate, il barattolo fatto rotolare per annunciare Gianni Meccia che si lamenta di un amore che «tratta il mio cuore come fosse un barattolo», le discese e le risalite dei fiati mescolati alle voci del coro che canta A-A-Abbronzatissima, stessa formula usata per il twist Guarda come dondolo (erano gli anni in cui andavano le sezioni delle orchestre abbinate alle voci, come insegnava Ray Conniff), le trombe che annunciano la magnifica cavalcata di Se telefonando, l’intro sinfonico che fa da apripista a «gira, il mondo gira» di Jimmy Fontana, i clarinetti che mimano l’insistenza di un clacson in Go kart twist, il fischio che annuncia Pel di carota di Rita Pavone: «Un pezzo semplice e scemo» ce lo ha bollato un giorno intonando anche il tema.

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