8 Agosto 2020 - 5:13 am


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FriulaniDrogati Exxx…Polzive!!! Inarrestabile spaccio di droga in Friuli. Triangolo d’oro: Slovenia-Cividale-Chioggia. Venduti oltre 70Kg di Cocaina. Esclusivo.

Spaccio di droga dalla Slovenia al Friuli e il Veneto: 

Da UdineToday: 

“Quattro arresti in flagranza di reato, altre cinque persone indagate, sequestrati quasi tre chili di stupefacente (ma sono circa 40 quelli già spacciati) oltre a 55mila euro in contanti e due automobili del valore complessivo di 40mila euro. Un giro d’affari che è stato valutato in centinaia di migliaia di euro, attivo dal febbraio del 2015, che veniva “promosso” anche con dei video sulle app di messaggistica istantanea. Sono questi gli estremi dell’operazione “Sly”, originata da un controllo dei carabinieri della Compagnia di Cividale – comandati dalla capitano Rossella Pozzebon –, che ha permesso di ricostruire un giro di grossisti della droga attivi nella cittadina ducale, a Udine e in Carnia. Lo stupefacente proveniva dalla vicina Slovenia. L’inchiesta è stata condotta dal sostituto procuratore udinese Giorgio Milillo.”

“In manette sono finiti quattro uomini. Il primo è stato il 23enne udinese Simone Salin, arrestato nel febbraio del 2018 dopo che i militari avevano sequestrato una modica quantità di marijuana e hashish a un suo cliente. Poi, ad agosto 2018, è stato il turno del 22enne cividalese Riccardo Picotti e del 43enne sloveno Damijan Kovacevic – il “corriere” del gruppo –. Infine, nel febbraio 2019, è stata la volta del 23enne tolmezzino Giulio Frezza”.

Da “Il Gazzettino”:

«Se ci fermiamo noi, a Chioggia non si sniffa più». Dicevano questo, nelle intercettazioni, alcuni tra gli indagati dell’operazione «Tsunami», che oggi – 6 febbraio – ha portato i carabinieri di Chioggia a eseguire 25 misure cautelari nei confronti di persone coinvolte in un giro di spaccio di cocaina, hashish e marijuana nella località veneziana. Diciotto persone sono finite in carcere, 5 ai domiciliari, una è stata colpita da un obbligo di dimora e un’altra da un divieto di dimora in provincia di Venezia. Gli investigatori ritengono che nel periodo delle indagini, cominciate a settembre del 2017 e terminate nel febbraio 2019, il gruppo abbia venduto circa 70 chili di cocaina, 150 di marijuana e 35 di hashish. La droga arrivava via auto tramite corrieri dalla Slovenia, veniva depositata in un magazzino a Chioggia e successivamente divisa tra i piccoli spacciatori che la piazzavano in un mercato piuttosto fiorente, visto che nella città clodiense 11 persone su 10mila fanno uso di stupefacenti, come constatato dalle strutture sanitarie. Si tratta di numeri molto alti, se si considera che a Venezia il rapporto è di cinque consumatori su 10mila. Gli indagati, nel periodo delle indagini, avrebbero accumulato un guadagno di circa 7 milioni di euro. Ed è proprio questa cifra che il Gico della guardia di Finanza di Venezia sta cercando di recuperare eseguendo un sequestro preventivo di denaro, immobili (di cui uno anche a Tenerife), quote societarie e attività commerciali come ristoranti e locali grazie ai quali gli indagati avevano ripulito i loro guadagni.”

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