21 Settembre 2020 - 11:47 am


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GodiaElettorale Exxx…Polzive!!! Patate come petardi: Si sbrega il Pd Udinese, spunta il nome della Santoro candidata sindaco. Venanzi non molla. L’intuizione degli gnocchi-drive salva la festa. Le sorprese per FriuliDoc. Esclusivo.

Si è chiusa con l’estrazione dei numeri vincenti della lotteria la Sagra delle patate di Godia, il quartiere più effervescente del comune di Udine. In tutti i sensi.

Il presidente della circoscrizione 9, Dino Fabris non nasconde la soddisfazione per gli affari che, malgrado il Covid, sono andati molto bene. L’idea degli “Gnocchi Drive” è stata formidabile. Ma anche a Godia, come spesso accade, la scena è ribaltata dal retroscena. Dieci giorni fa, il sindaco ha inaugurato la sagra e, visto l’entusiasmo, ha fatto capire che fare il primo cittadino di Udine lo diverte. Nel 2023 avrà superato i 70anni e la tentazione di ripresentarsi lo lusinga. Diversa la situazione nel centrosinistra poiché nei giorni della festa delle patate di Godia, sono emerse ipotesi di candidature molto interessanti. E’ spuntato il nome dell’ex assessora della giunta Honsell Maria Grazia Santoro, molto gradita ai vertici del Pd regionale, da Shaurli a Iacop, passando per Serracchiani. Un nome che spiazza il recordman di preferenze Venanzi, candidato naturale dopo che nel 2018 aveva ceduto il passo a Martines. E’ ancora presto, ma nell’entourage di Santoro non si scarta l’ipotesi. Vieppiù che nella squadra dell’ex assessora entrerebbe in campo anche Carmine Cipriano, segretario generale del comune e prossimo alla pensione.

Venanzi, presentissimo alla sagra (risiede a due passi da lì) non molla. In quanto al centrodestra, come dicevamo, l’atteggiamento di Fontanini a Godia era quello di un sindaco che non teme il bis ed è molto probabile che il leghista ci provi. L’eventuale conferma del leghista a ricandidarsi, malgrado la teoria dei fallimenti e la scarsità del personale politico che lo sostiene, metterebbe in fibrillazione l’intero quartier generale del centrodestra friulano. La partita delle candidature alle regionali non viene decisa a Trieste, bensì a Roma, sullo scacchiere nazionale e fra i tre principali responsabili dei partiti di centrodestra, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega per Salvini premier.

In questo senso la pagina de “Il Piccolo” di una decina di giorni fa, tracciava una chiave di lettura molto approfondita sulla questione delle pesature sul territorio regionale. “I patrioti sono in forte ascesa nei sondaggi grazie alla capacità di sottrarre consenso agli alleati –riportava D’Amelio, aggiungendo – uno dei fratelli Ciriani, Luca che è capogruppo al Senato, potrebbe puntare alla presidenza della regione Fvg”.

E’ sicuro che gli alleati nel 2023 non cederanno così facilmente sia Udine che la Regione alla Lega. Oltre a Ciriani, secondo Il Piccolo, emerge anche la figura del segretario regionale Walter Rizzetto che gode di una forte stima da parte di Giorgia Meloni, non solo per la questione tecnica del gruppo parlamentare che, grazie all’ex grillino, ha raggiunto quota 10 deputati, ma anche per aver ottenuto l’audizione del presidente dell’Inps Tridico sullo scandalo dei 600 euri.

Il dado, come si dice in questi casi, è tratto. Alle viste ci sono le amministrative in Friuli e le regionali. Un fanale va acceso a Caneva (Pn) ma soprattutto a Cividale. Sarà proprio nella città ducale che si scriverà il primo capitolo della marcia di avvicinamento alle regionali 2023. Occhio alle liste. Sarà il banco di prova della tenuta del futuro sindaco Daniela Bernardi imposto da Trieste. Le mine sono state disseminate. La Lega dovrà evitarle.

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