28 Gennaio 2021 - 4:38 pm


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Incassati quasi 4 milioni di euri truffando gli enti pubblici. I veneti Matteo Fasolo e Gianmario Barban ai domicilari.

Ai domiciliari il consulente fiscale Matteo Fasolo di Marcon 〈VE〉 e il tecnico informatico Gianmario Barban di Borgoricco in provincia di Padova. I 2 avevano tirato sù quasi 4 milioni di euri.

Il meccanismo messo in atto per drenare soldi alle casse dello Stato era sofisticato e consentiva di fare la bella vita che non hanno mai nascosto di desiderare. Per mantenere un tenore di vita del genere serviva la grana. I due avevano messo a punto un escamotage: il denaro riuscivano a tirarlo fuori dalle casse del Fisco. Al Comune di Bologna hanno spillato 30 mila euro, a quello di Arquà Petrarca 9 mila, sempre 9 mila al Comune di Affi (Verona). Matteo Fasolo, 46 anni, di Marcon, metteva in campo le sue competenze in materia contabile visto che è un ex commercialista (consulente fiscale dopo essersi cancellato dall’Albo) Gianmario Barban, 35 anni, di Borgoricco, è invece un tecnico informatico. Insieme erano riusciti a mettere le mani su 3 milioni e 700 mila euro, tutti soldi prelevati dalle casse di enti pubblici con il meccanismo della compensazione. «Ora è da approfondire l’aspetto legato al riciclaggio e auto riciclaggio del denaro indebitamente incassato e trasferito all’estero», annuncia il procuratore capo Antonino Cappelleri. In tutto gli indagati sono 35 (tra cui la zia di Fasolo e la sorella di Barban), con 60 le perquisizioni tra Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Lazio, Puglia e Calabria. Operazione “Pay back”, è stata chiamata. Perché questo era il meccanismo messo a punto da Fasolo e Barban, entrambi agli arresti domiciliari con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato. Dopo due anni di indagine, con intercettazioni telefoniche e accertamenti documentali, i finanzieri hanno scoperto come facevano a fare la bella vita.

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