27 Settembre 2020 - 4:57 am


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Burka o forma di sottomissione?

Irragionevole la decisione del prefetto di Treviso di legittimare il Burqa, come riferimento giuridico e amministrativo. Con questa decisione, donne completamente velate potrebbero frequentare le scuole o essere assunte nella pubblica amministrazione.
Senza ricorrere alle prescrizioni di legge, la questione è sempre la stessa, L’ostentazione dei simboli religiosi, e soprattutto il burka, è una sconfitta dei paesi democratici e incompatibile con i diritti umani. Si tratta di forme di sottomissioni che il nostro paese non può accettare.
Non sarebbe neppure lontanamente possibile pensare di esportare il nostro modello tollerante in un paese islamico. Si pensi solo ai disagi che verrebbero creati nei posti di lavoro o nelle scuole, dove agli allievi musulmani verrebbe immediatamente proibito di partecipare a gite scolastiche o alle attività sportive per timore della promiscuità sessuale. La religione non deve essere un pretesto per scatenare punti di crisi nella società. Del resto Locke lo scrisse tanti anni fa: “La vera religione non è stata fondata per fare sfoggio di pompa esteriore, né per istituire un potere Ecclesiastico e nemmeno per esercitare una forza coercitiva, bensì per disciplinare la vita umana secondo i precetti della virtù e della pietà…”

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