8 Dicembre 2019 - 1:42 pm


Il blog più querelato del Nord

Breaking News

la Repubblica, Messaggero Veneto, Il Piccolo, La Nuova Venezia…tremano le redazioni dopo l’annuncio schok di De Benedetti. Sintesi delle domande di Madron su Lettera43

Perché De Benedetti vorrebbe riprendersi ciò che ha regalato ai figli? L’intero gruppo GEDI che comprende anche il settore dei quotidiani locali compreso Il Piccolo, Messaggero Veneto (immagini del 70esimo), La Nuova Venezia, La Tribuna di Treviso e altri. Chi lo conosce bene propende per la tesi dell’azione dimostrativa. De Benedetti ha voluto lanciare un monito ai figli per dire loro che mai avrebbe consentito l’uscita di Cir (la finanziaria di famiglia) dall’editoria, quindi l’addio a Repubblica, il quotidiano la cui storia intreccia per la gran pare la sua di imprenditore. Ma le azioni dimostrative se non danno seguito poi a una vera guerra restano tali. L’Ingegnere si accontenterà dunque di aver fatto esplodere i petardi o andrà oltre?

De Benedetti ha dichiarato senza mezzi termini, di ritenere i figli totalmente inadatti a gestire il business editoriale e insensibili al giornaliero profumo della carta che esce dalle rotative, perché ha deciso qualche anno fa di passare loro la mano?

Perché questa mossa adesso? dopo aver dichiarato di essere soddisfatto del direttore di Repubblica Verdelli che ha sostituito Mario Calabresi che aveva stravolto la linea del quotidiano fino a perdere i contatti con i suoi lettori tradizionali. Non crede che questa iniziativa, comunque vada a finire, crei un clima di destabilizzazione in un momento non facile (come del resto per tutti i giornali) della sua storia editoriale?

In molte conversazioni, anche pubbliche, De Benedetti senior non ha mai mostrato di credere nelle magnifiche sorti e progressive del settore. Per i giornali di Gedi, e lo stesso vale per altri, la prospettiva è quella di una irreversibile contrazione progressiva delle copie e della pubblicità destinata a ripercuotersi negativamente sul conto economico. Scenari maturati in casa fanno presagire che, a meno di interventi drastici sui costi fissi e di riorganizzazione, il gruppo Gedi rischia di perdere una ventina di milioni di euro all’anno. L’Ingegnere non è certo uno cui piaccia scialare i propri soldi, pur avendone tanti. Perché dunque vuole riprendersi un business che dal punto di vista economico sarà tutt’altro che prodigo di soddisfazioni?

Per passione, risponde Carlo, perché quel giornale è consustanziale alla sua storia, perché tuttora gli consente di avere un formidabile strumento di pressione che incute timore negli avversari. Ma davvero è ancora così? Davvero l’Ingegnere crede che il giornale-partito, come teorizzato dal fondatore Eugenio Scalfari e perpetuato poi da Ezio Mauro e adesso in parte da Verdelli, abbia ancora il ruolo e la presa di un tempo?

Che tipo di giornale pensa De Benedetti, ammesso e non concesso che ne riprenda il controllo?

Related posts