20 Settembre 2020 - 1:12 pm


Il blog dei badilanti

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LegaFvg Exxx…Polzive!!! Città friulane invase dai migrantes. Allarme rosso nella Cavarzerani di Udine, poliziotti impestati. Invasione inarrestabile. Esclusivo

 

Dichiarazioni di Fontanini nel maggio 2018. Il passaggio formidabile è quello della polizia locale, che è passata, come da programma, sotto la sua direzione. Un fallimento. Da leggere:   

“Dobbiamo occuparci della situazione profughi: a Udine dovremmo avere 250 richiedenti asilo secondo quanto previsto dall’accordo Anci -ministero dell’Interno che parla di 2,5/3 migranti per mille abitanti. Ora in città ci sono oltre 800 persone. Tutto ciò va ridimensionato, la gente non può sopportare questa presenza massiccia di richiedenti asilo. Bisogna anche riportare la polizia locale alle dipendenze del sindaco per dare forti segnali sulla sicurezza”.

Il governatore regionale Massimiliano Fedriga afferma di voler «dichiarare la caserma Cavarzerani» di Udine « zona rossa per contenere, fin da subito e con la massima efficacia, la diffusione dei contagi» da coronavirus. «In un contesto dominato ancora da forti incertezze rispetto all’evoluzione della pandemia – sottolinea Fedriga – è fondamentale che le istituzioni si muovano con tempestività e sincronia per arginare ogni possibile nuovo focolaio e che, a tal fine, vengano disposte misure contenitive capaci di isolare le persone risultate positive a Covid-19»-

 

Un italiano e tre richiedenti asilo, rilevati in provincia di Udine. Il Sap: “A causa di quell’intervento 15 poliziotti in quarantena”. 

I richiedenti asilo sono tre cittadini albanesi parte di un gruppo più ampio di migranti fermati dalle forze dell’ordine a Palmanova. Per questa ragione, riporta la Rai, i poliziotti (una quindicina) che sono entrati a contatto con loro saranno messi in quarantena e sottoposti a tampone entro martedì prossimo. Il sindacato di polizia Sap chiede maggiori misure di protezione.

«Alcuni operatori – ha confermato il portavoce della Questura di Udine, Francesco Leo – sono stati collocati a casa in via precauzionale in attesa dei risultati del test per il Covid-19. Proprio come già accaduto in passato durante il periodo del lockdown in cui effettuavamo i controlli su strada e c’era il rischio di entrare in contatto con persone positive. Siamo comunque sereni – ha sottolineato il funzionario – perché tutti gli agenti hanno sempre lavorato utilizzando i dispositivi di protezione individuale e gli accorgimenti previsti».

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