14 Novembre 2019 - 8:45 pm


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ManiKomioCollinare Exxx…Polzive!!! Si sbrega il Consorzio: solo 7 compari su 15 votano per le mesate dei 4 poltronari. Ovan pilatesco. Spunta il magheggio sul nuovo direttore. A chi interessa un goriziano? Esclusivo.

Il punto politico è clamoroso. A pochi Km. di distanza dal Collinare Friulano, ovvero San Vito al Tagliamento (Pn), gl’infaticabili Walter Rizzetto e Marzio Giau di Fratelli d’Italia, hanno trascorso tutta la mattinata di oggi a raccogliere firme contro inciuci e poltronari. Ieri sera, poco più su di San Vito, ma sempre in Friuli, si consumava uno dei magheggi più scandalosi che la recente storia politica friulana abbia mai conosciuto. Si trattava di legittimare e sistemare 4 poltronari, fra cui un meloniano (Turridano) e accordare un gruppetto di trapoloni per facilitare la nomina del nuovo direttore del Consorzio. Sono stati presentati 3 nomi su 34 partecipanti: Emiliano Mian da Staranzano (Go); Francesco De Cillia di Udine e l’architetto friulano Baraccetti. Fra questi 3 nomi i maneggioni locali stanno raggiungendo un accordo d’interesse su un direttore che favorisca i magheggi che i funambolici amministratori hanno in previsione e che interessino soprattutto quelli che devono sistemare le amiche, le amanti, gli amici, i parenti e i leccaculo. Come rivela un amministratore della bassa friulana: io ti metto lì tu (nuovo direttore), devi baciarmi la mano e…il culo. Inoltre c’è la questione politica: Emiliano Mian è un tosto sinistroso per altro distante dal luogo di lavoro, diversamente da De Cillia o Baracetti che sono della zona. Per quali motivi i maneggioni propendono per un goriziano? In Friuli funziona così. Giacimento di ruffiani e schifezza d’Italia. Perché il ristretto gruppetto del Consorzio Collinare vuol decidere sul nome del nuovo direttore? perché tanto morboso interesse su quel “candidato”? Friuli latrina d’Italia.

Ora il cda e la variazione di bilancio. 

Ieri sera in sede di Comunità Collinare a Colloredo di Monte Albano, una minoranza di comuni del consorzio, fra i quali Coseano, Rive d’Arcano, Osoppo, Ragogna, Moruzzo, Forgaria nel Friuli e San Vito di Fagagna ha votato a favore della variazione di bilancio per consentire a Pirrò, Turridano, Domenico Bulfone e Pischiutta di tirare una mesata di circa 600 euri. Uno sbrego planetario che ha diviso l’intera assemblea, su questo punto, non c’è unanimità come ha efficacemente rilevato il vicesindaco di Dignano, Luigino Toller. I 4 sono riusciti, per la poltrona, a creare un ambiente ostile e conflittuale. Astenuti gli altri comuni e assenti il sindaco di Fagagna, ma soprattutto quello di casa, quello di Colloredo di Monte Albano, il sindaco operaio Luca Ovan che aveva promesso, a chi scrive, sfracelli contro la casta dei poltronari ribadendo più e più volte che in assemblea avrebbe sbattuto i pugni sul tavolo e votato contro la decisione di aumentare il numero dei consiglieri nel CDA e la relativa mesata (a richiesta vi sono le testimonianza dei colleghi di Ovan che sbraitava in viva voce mercoledì sera). Pusillanime. Sullo sfondo il caos riforma enti locali e assenza di collegialità nelle decisioni del consorzio cui sono in molti a lamentarsi.

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