5 Luglio 2020 - 12:49 pm


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MeGaTaylor Exxx…Polzive!!! Chi manca a SanRemo? TaylorMega, ovvio!!! la puledra friulana invocata da tutta la riviera. Tradizione femminile: Le donne peggiori odiatrici di donne. Il caso Leotta. Esclusivo

Un San Remo orfano, mutilato, causa assenza del simbolo delle nuove tendenze del mercato, Taylor Mega da Carlino (Ud): moda, marketing, experimental look, fashion influencer e fashion trend. Il successo nel sangue, sangue della laguna. E’ lei la grande assente sul palcoscenico più popolare d’Italia, una rassegna canora che riesce a far odiare le donne fra loro, cui il Festival è dedicato: Basti pensare alle impietose critiche che ha ricevuto Diletta Leotta da parte di 3 velenosissime puledre: Leoffredi, De Girolamo e Barra. Ecco la sintesi: 

A margine delle critiche lanciate alla conduttrice originaria di Catania (Leotta) e classe 1991 -da parte di chi ritiene che la Leotta sia “bella” grazie ai soli ritocchini estetici e che si sia dimostrata ipocrita dichiarando di non temere le rughe- ha voluto dire la sua la madre della diretta interessata.  Come al solito siamo proprio noi donne le peggiori odiatrici -ha scritto su Instagram, la signora Ofelia Castorina, in difesa della neo valletta di Sanremo-, le peggiori nemiche di noi stesse. Ci facciamo prendere non so da cosa. Il monologo di Diletta voleva essere un inno ironico rivolto a tutti, specialmente alle giovani donne, alle ragazze, per spronarle a studiare e a fare sacrifici pur di realizzare i propri sogni”. “Una grande delusione – ha aggiunto – assistere agli attacchi di donne, giornaliste e donne dello spettacolo, tutte donne, anche donne che contano” . Diversi sono, infatti, i volti noti femminili, che hanno silurato Diletta Leotta per il suo monologo presentato a Sanremo 2020. Tra cui Monica Leoffredi, Nunzia De Girolamo e Francesca Barra.

E a conclusione del suo intervento rilasciato per la figlia Diletta, ha, infine, scritto a tutte le donne: “Non siamo capaci di unirci per rafforzare il nostro diritto ad essere donne tutte insieme, diversamente belle. Siamo noi le prime a non guardare oltre la facciata esterna”.

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