20 Gennaio 2021 - 4:13 am


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Monito ai farmacisti: fornire le medicine in ottemperanza alle prescrizioni del catechismo

Il Pontefice, in uno slancio di moralismo debordante oltre i suoi confini, chiede ai farmacisti un “sussulto di umanità”. Siamo di nuovo allo spirito delle crociate, ai diktat, alla volontà confessionale di una Chiesa che si fa Stato, interventista.

 

Ma i medici non possono esercitare azioni di “imposizione di coscienza” sulle donne italiane in merito alla prescrizione della pillola del giorno dopo. Non può essere accettato il fatto che un farmacista possa discriminare i diritti dei pazienti, facendo prevalere, nel caso della pillola del giorno dopo, i suggerimenti del capo di uno stato estero. Va detto che la contraccezione di emergenza non provoca nessun aborto e non agisce nemmeno sull’ovulo fecondato impedendo l’annidamento in utero. La crociata di Benedetto XVI, va respinta, perchè sta tentando di sgretolare le regole laiche di convivenza democratica stabilite nel nostro paese. Aggiungo che la tradizione dell’obiezione di coscienza si porta dietro una lunga e nobile storia di lotte radicali, che riuscì alla fine ad affermare un principio civilissimo. Ma quel principio e quelle lotte nascono contro una misura che era obbligatoria, ovvero la leva militare. Nel caso del militare non si trattava della scelta di una professione, ma di un obbligo. Per questi motivi, anche se l’obiezione alla pillola del giorno dopo non può essere esercitata, occorre rivedere l’impianto legislativo poichè non può essere consentito ai medici discriminare i diritti dei pazienti. La pratica del diritto all’obiezione potrebbe vanificare e ostacolare il diritto dela paziente.

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