13 Dicembre 2019 - 9:45 pm


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PoliticaCanaglia Exxx…Polzive!!! La Grande Paura e la vera storia del MOSE, lo scandalo italico.

Lettera a Maurizio Belpietro Direttore de “La Verità”

Caro Direttore,
sul MOSE, in questi giorni, ne ho lette tante. Mi permetto quindi di girarti questo appunto, certo del fatto che ne saprai fare buon uso.
Il progetto Mose nasce dopo un dibattito che dura dall’alluvione del 1966. Il progetto ottiene il via libera definitivo da Bettino Craxi (1985).
Dieci anni dopo (1995) il governo di Lamberto Dini costituisce il comitato VIA composto da cinque esperti di cui quattro stranieri (due olandesi, un tedesco, un finlandese) e un solo italiano: il rettore dell’Università Ca’Foscari, Paolo Costa.
Il governo cambia. Arriva Prodi, con l’ex Pubblico Ministero dott. Antonio Di Pietro ministro dei lavori pubblici (si dimetterà in pochi mesi).
Prodi lo sostituisce con lo stesso Paolo Costa (il rettore di Cà Foscari) quindi il governo deve nominare un nuovo rappresentate italiano nella Commissione VIA ed i lavori devono riprendere da capo.
La valutazione è positiva sul nominativo è positiva ma non fanno in tempo a nominarlo: il Governo Prodi cade, sostituito da quello di Massimo D’Alema: che nomina Ronchi (ambientalista) Ministro all’ambiente.
Ronchi scioglie il primo collegio di esperti della Commissione Via e ne nomina altri cinque, a lui più congeniali. Ma con calma, non c’è fretta…
Va talmente piano l’ex Ministro Ronchi che cade anche il Governo D’Alema e si insedia il Governo di Giuliano Amato che nomina Ministro dei lavori pubblici Nerio Nesi e dell’Ambiente Willer Bordon.
Tutto risolto direte voi. Magari! Nesi è favorevole al Mose, Bordon contrarissimo! Un lungo braccio di ferro ma alla fine, tra mille difficoltà e lungaggini, si approva: si deve fare il Mose!
APPROVAZIONE: Governo Amato (sinistra) e Ministri Nesi e Bordon (sinistra).
Elezioni: vince Berlusconi che fa ministro ai lavori pubblici Lunardi che è un ingegnere molto preparato.
Partono i lavori, ma vi sono le elezioni comunali a Venezia e vince Massimo Cacciari, che è del partito di Bordon, che non vuole il Mose: nega così le autorizzazioni necessarie ed i lavori si bloccano di nuovo.
Fino al nuovo cambio di governo. A Palazzo Chigi arriva di nuovo Romano Prodi con ministro Pecoraro Scanio all’ambiente (Verdi) affiancato da Paolo Cento, Paolo Ferrero, Fabio Mussi, Alessandro Bianchi (tutti irriducibili animalisti e ambientalisti).
Scanio e amici bloccano continuamente i lavori che avanzano lentissimamente.
Fino al 2014: nel frattempo ha vinto di nuovo Berlusconi, ha affidato i lavori in appalto al Consorzio Venezia Nuova (costituito all’epoca del ministro Lunardi) e in Veneto c’è al governo Forza Italia con la Lega alleata. A Venezia governa il PD. La Procura scopre un giro di tangenti e corruzione. Arrestano Galan e i vertici del Consorzio Venezia Nuova. La Procura coinvolge anche il governo, con l’ex Ministro Altero Matteoli. I lavori si bloccano completamente.
Cade il Governo Berlusconi IV con il bunga bunga, la nipote di Mubarak e lo spread che continua a salire e arriva Monti.
Che non fa nulla per far ripartire i lavori.
Monti lascia il posto al Governo Letta che per quel poco che dura ben si guarda dal gestire una patata bollente di tali proporzioni…
Avvicendamento Governo Letta con il Governo di Matteo Renzi. E qui, c’è da ridere.
Il Governo Renzi decide! Sì, di togliere le competenze al Consorzio Venezia Nuova affidandole alla Città Metropolitana di Venezia, ma nessuno emana il decreto attuativo nominando chi deve decidere se e quando alzare la diga mobile. Che in due bocche di porto su tre in totale, è già ultimata e potenzialmente operativa.
In sostanza, il Mose, che deve essere completato, è già in grado di alzarsi, ma nessuno ha l’autorità di dare l’ordine di alzarlo.
Allora è il Consorzio Venezia Nuova il problema ? Chi sostiene questa tesi ignora, probabilmente, che il Consorzio Venezia Nuova non dipende dal Ministero delle Opere Pubbliche, bensì dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Ministero che esercita potere decisionale all’interno e di controllo all’interno del Consorzio nominando direttamente i commissari. E dall’istituzione del Consorzio, all’epoca del Ministro Lunardi, ecco chi lo ha gestito e ne era responsabile (per il controllo), in ordine cronologico amministrativo, fino ad oggi:
Pietro Lunardi (FI), Antonio Di Pietro (It. dei Valori), Altero Matteoli (PDL), Corrado Passera (Indip.) Maurizio Lupi (PDL), Graziano Del Rio (PD), Danilo Toninelli (M5S), Paola De Micheli (PD).
Il Mose è un progetto rivoluzionario. È realizzato per il 94% dell’opera. È costato fino ad oggi 5.4 miliardi di euro. Costa circa 125.000,00€ al giorno.
Così, per rinfrescare la memoria a qualcuno e per chiarire davvero come stanno le cose.
Con stima
Vittorio Tomaso Azzano De Domiziani
Amministratore Delegato
Dario Azzano Costruzioni S.p.A , ditta vincitrice dell’appalto di realizzazione delle opere primarie di fonda settori Lido, Malamocco, Cá Roman

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