3 Agosto 2020 - 10:48 pm


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PolverieraCollinareFvg Exxx…Polzive!!! Aria di crisi a Fagagna. Sulla madre di tutte le varianti, il sindaco esce sconfitto per la seconda volta. Non basta il puntello forzista di D’Orlandi. Decisivi i gruppi della Lega (Sialino) e Voliamo Insieme (Bertuzzi). Nasce un nuovo gruppo civico a San Daniele. Esplode il caso Domini. Esclusivo.

Spine alpine per la nuova segretaria del Carroccio della provincia di Udine, l’europarlamentare di Buja, Elena Lizzi.

C’è un nuovo petardo che incendia l’estate friulana della Lega, di nome Marilena, nella fattispecie, Marilena Domini. Il disinvolto autoritarismo della gerarca nei confronti degli amministratori comunali, colei che parla “su ordine di Fedriga”, ha fatto girare i coglioni alla truppa. Le sue linee guida imposte ai vari esponenti sul territorio, stanno provocando un’ emorragia di personale allarmante. Il caso San Daniele del Friuli rivela il grado d’insopportazione che è elevatissimo: ben 5 consiglieri della Lega sono fuoriusciti dalla lista con cui sono stati eletti (oltre a Pugnale, Andreutti e Candusso, oggi hanno formalizzato l’uscita, Silvana Zamolo e Adriano Trus).

Un caso politico planetario che giunge proprio a ridosso dell’incontro di stasera che Fedriga ha convocato a Trieste con gli amministratori del Carroccio udinese. Tuttavia, oltre a San Daniele, i petardi stanno esplodendo anche a Fagagna.

Ieri sera, durante i lavori del consiglio comunale, si è respirata aria di crisi. Il punto è sempre lo stesso, la variante a un piano regolatore che il sindaco del PD Chiarvesio, puntellato dai forzisti D’Orlandi e Monaco, vuole far passare e che, per evidenti interessi in conflitto di alcuni consiglieri, non supera il passaggio dell’aula. Sia i consiglieri della Lega Sialino e Presello, che il gruppo di Fagagna Voliamo Insieme rifiutano il voto a scatola chiusa senza alcun dialogo da parte della maggioranza, chiedono modifiche sostanziali all’elaborato: meno cemento. Il punto nave lo mantiene il consigliere della Lega Alex Cecone, anche lui uscito dall’aula ed estensore del maggior numero di emendamenti, Chiarvesio rifiuta il confronto e si schianta. Il leghista assicura che, per nessun motivo, saranno ritirati. Scintille.

Dal canto suo, il consigliere Andrea Schiffo si chiede quali siano gli interessi di coloro che sostengono questa irragionevole colata di cemento in uno dei posti più affascinanti del Friuli. Chi muove i fili dietro queste lottizzazioni? Lo stesso capogruppo Bertuzzi (Fagagna Voliamo Insieme) ribadisce quanto affermato nel consiglio di fine maggio in cui è mancato il numero legale:

“Ci è bastato leggere -tra gli allegati alla variante- il rifiuto da parte dei cittadini coinvolti nel percorso partecipato, di ulteriori “villettopoli” e di nuove edificazioni aliene all’identità storica e paesaggistica di Fagagna e sentire i concittadini lamentarsi di come ancora una volta non si fosse messa in atto una svolta decisiva sulle nuove edificazioni per rafforzare la nostra idea che il futuro è fatto di recupero e di riutilizzo (degli immobili abbandonati od inutilizzati). Lo stesso gruppo consigliare incalza il sindaco su alcuni punti dirimenti affinché trovasse l’unanimità del voto su un documento così importante per Fagagna: 

«…si tratta di apportare i miglioramenti richiesti e concordati dai gruppi politici, ma non ancora inclusi nella variante, provvedimenti importanti poiché andrebbero nell’ottica di una riduzione del consumo di suolo e di tutela della bellezza del nostro paese».

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