9 Aprile 2020 - 1:57 pm


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PolverieraFoibe Exxx…Polzive!!! Esplode il revisionismo dell’ANPI: Cancellare la carneficina delle foibe; disonorare la comunità ebraica italiana. Il caso Gorizia. Esclusivo.

Era nell’aria, a Nord Est appena si avvicina la data del giorno del ricordo (10 febbraio) esplode la polemica. Quest’anno più ruvida del solito: Asse Roma-Gorizia.

Nell’isontino si è incastrata una velenosa contestazione in consiglio comunale e un’altra polemica è divampata ieri a Roma innescata dal seminario su “Il fascismo di confine e il dramma delle foibe” organizzato nella sala atti della Biblioteca del Senato dall’Anpi nazionale e dal coordinamento del Friuli Venezia Giulia: polemiche, prese di posizione indignate che rimbalzano da Roma al Friuli. Il senatore Luca Ciriani accusa di essersi trattato di un convegno: «dal chiaro obiettivo negazionista»; Giorgia Meloni: «chiaro intento revisionista», «un vero e proprio oltraggio agli esuli istriani e dalmati infoibati», ritenendo «ancor più grave che avvenga all’interno di un’istituzione». Sul seminario di Roma tuona l’assessore regionale del Friuli Venezia Giulia Pierpaolo Roberti: «Allucinante e fuori dal mondo che un convegno così importante in un luogo così significativo venga gestito dall’Anpi. Già di per sé è una mistificazione dei fatti storici accaduti in queste terre dove anche i partigiani – sostiene – hanno avuto un ruolo all’interno della vicenda delle foibe. Fare in modo che si parli di quei fatti escludendo completamente le vittime, i familiari o le associazioni riconosciute degli esuli è una cosa assolutamente allucinante e abbiamo forti preoccupazioni per quello che sta accadendo. Questo significa andare verso una sorta di negazionismo dell’esodo e delle foibe».

«Noi non neghiamo assolutamente le foibe, ma la verità va detta per quello che è, non si possono usare strumentalmente e politicamente le foibe come è stato fatto con Bibbiano», ha dettato alle agenzie Anna Cocchi, presidente dell’Anpi di Bologna. «Bisogna fare una ricostruzione politica e storica, cosa che l’Anpi ha fatto con una ricerca approfondita. Purtroppo abbiamo potuto constatare attraverso questo studio che i dati raccolti che appartengono alla storia sconfessano i numeri dei morti sostenuti dalla parte politica di destra che risultano gonfiati».

Ad aprire i lavori a Roma è stato il coordinatore regionale del Fvg dell’Anpi Dino Spanghero.

Secondo Honsell: «È opportuno inquadrare la complessa vicenda del confine orientale dagli anni Venti, quando ci furono le prime azioni fasciste di nazionalizzazione forzata in Slovenia, fino al 1954: oltre 30 anni di vicende tragiche che vanno chiarite. Le letture unilaterali non aiutano a ritrovare la riconciliazione».

Intanto a Gorizia sono mancati i voti necessari in Consiglio comunale per far passare una mozione attraverso cui la maggioranza intendeva impegnare il sindaco a conferire la cittadinanza onoraria all’Unione delle comunità ebraiche italiane. Al momento del voto il centro sinistra è uscito dall’Aula. «Mi dispiace davvero – ha osservato il sindaco Ziberna – una tragedia epocale come la Shoah non merita di essere strumentalizzata e svilita per meri interessi partitici: la sinistra, facendo mancare i numeri al consiglio comunale, ha tradito i valori della lotta all’antisemitismo e della memoria, gli stessi che la senatrice Segre sta portando avanti. Dovrebbero chiedere scusa».

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