6 Aprile 2020 - 5:09 pm


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PolverieraFriuli Exxx…Polzive!!! Dopo Bonzicco, esplode il caso Gradisca: Positivo al virus un detenuto del CPR. Sbrocca il sindaco Tomasinsig: “L’ho saputo per vie traverse, nessuno ci informa, né Protezione Civile né Azienda Sanitaria”. Tensione alle stelle fra la popolazione. Friuli discarica d’Italia. Esclusivo.

Dopo Bonzicco (Ud), esplode il caso Gradisca. Nessuna autorità locale era stata informata dell’arrivo di un detenuto dalla Lombardia il 19 marzo scorso. Lo stesso è risultato positivo. Il sindaco di Gradisca d’Isonzo Linda Tomasinsig è su tutte le furie. Confermato un caso di contagio fra i detenuti del centro permanente rimpatri del comune isontino. Il sindaco ha lanciato una dura reprimenda contro le autorità regionali sulle modalità con cui il primo cittadino viene messo al corrente rispetto all’emergenza:

“Tuttora NON MI VIENE FORNITO né dall’Azienda sanitaria né dalla Protezione civile regionale L’ELENCO DEI CASI POSITIVI SUL TERRITORIO GRADISCANO cosicché le notizie che posso avere a riguardo sono sempre frammentarie e non ufficiali”. Ruvidissima.

Dopo Bonzicco (9 pakistani in quarantena), scoppia il caso Gradisca arricchito da uno sbrego istituzionale spaventoso: mancanza di dialogo fra istituzioni. La tensione in città sta crescendo per via di segnalazioni da parte dei residenti che notano diverse persone senza fissa dimora e senza controllo aggirarsi per le vie. Ecco il testo del sindaco:       

Oggi (25 marzo) sono venuta a conoscenza da una fonte non ufficiale di un caso di contagio al CPR di Gradisca.

Immediatamente mi sono attivata per contattare il Prefetto di Gorizia, che mi ha confermato la notizia alle ore 13 circa.
Il fatto è il seguente: un detenuto, arrivato al CPR il 19 marzo dalla Lombardia, è risultato positivo ieri (o l’altro ieri) al tampone per Covid19.

Il Prefetto mi ha informato che il detenuto è stato posto in isolamento fin dall’arrivo in struttura e che sono stati messi in atto accorgimenti per evitare i contatti con il personale.

Su questo argomento intendo precisare che:

– Fin dall’inizio dell’emergenza ho chiesto alla Prefettura notizie in merito alla gestione della situazione presso le due strutture governative (CARA e CPR)

– Mi è stata inviata in data 18 marzo 2020, per il tramite della Prefettura, una nota dell’Ente gestore EDECO in merito alle azioni di contrasto alla diffusione del coronavirus presso il CPR di Gradisca

– Sulle azioni di contrasto messe in campo al CARA mi è stata fornita informazione verbale in particolare sulla limitazione delle uscite degli ospiti.

-Parimenti non sono messa a conoscenza come autorità sanitaria locale dei casi di quarantena sul mio territorio.

Nei giorni scorsi assieme a diversi colleghi sindaci, anche tramite ANCI, ho manifestato l’esigenza che in questa fase così delicata sotto il profilo sanitario e di tenuta dell’equilibrio delle comunità, i sindaci siano messi in condizione di gestire appieno l’emergenza. Ribadisco che è necessario un nostro maggior coinvolgimento con una informazione trasparente e disposizioni chiare e applicabili. 

Siamo noi sindaci, in questo frangente, a dover rispondere in prima persona ai cittadini, a tutti i loro dubbi e timori e alle loro necessità di assistenza. (…)

Comprendo i ritardi e qualche disfunzione del sistema, ma chiedo il riconoscimento del nostro ruolo di autorità sanitaria locale e delle nostre responsabilità verso le comunità che amministriamo. Credo che almeno il sindaco, pur tutelando l’identità del malato, debba ottenere tutte le informazioni necessarie per poter attivare un sostegno e un controllo efficace sul proprio territorio.

In questo caso particolare, non posso che sottolineare come ancora una volta ciò che ruota attorno all’istituzione CPR è mantenuto riservato e fuori dal controllo pubblico.

I CPR, inoltre, sono frequentati quotidianamente da persone che vivono all’esterno (personale delle forze di polizia, degli enti gestori, mediatori, giudici e avvocati) con conseguente pericolo per loro e i loro famigliari di diffusione del contagio.

Preso atto delle rassicurazioni del Prefetto di Gorizia in merito alle precauzioni adottate, all’isolamento del detenuto fin dal suo arrivo nel CPR di Gradisca, non ho potuto che esprimergli tutta la mia preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare, per i pericoli nei confronti dei detenuti e dei lavoratori, e chiesto d’ora innanzi la massima trasparenza nella comunicazione alla comunità gradiscana dei casi di contagio nonché la vigilanza dell’Azienda sanitaria sulla efficacia del protocollo attivato nella struttura.

Linda Tomasinsig

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