25 Maggio 2020 - 1:28 am


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PolverieraGradisca. Causa Virus, 13 migrantes detenuti nel CPR verranno rilasciati. Drammatica situazione nel carcere di Gorizia, personale infermieristico con mascherine non idonee. Esclusivo

La questione è drammatica e altamente rischiosa per una parte del personale sanitario che opera nel carcere di Gorizia. Lo riferisce la consigliera comunale Serenella Ferrari:

“Nel carcere di via Barzellini una parte del personale infermieristico lavora con mascherine non idonee o addirittura senza, a causa della loro scarsa reperibilità, ma il fatto più sconcertante è che una disposizione dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria (Poggiana Ndr) afferma a chiare lettere che se non ci sono sintomi evidenti, le mascherine non sono previste. Inoltre, sempre in questo documento, c’è una dicitura alquanto strana quando si tratta dell’accoglienza pazienti ad esempio nelle sale d’aspetto, dove in presenza di “paziente con sintomi respiratori” è prescritta la “maschera chirurgica, se tollerata”.

Ma c’è un altra criticità che sta sconvolgendo l’isontino ed è quella del CPR di Gradisca d’Isonzo, ne dava conto “Il Piccolo” di ieri, domenica. Ben 13 dei 43 migrantes detenuti nel centro di Gradisca d’Isonzo, verranno rilasciati. Ma c’è un problema, per loro, le operazioni di rimpatrio sono attualmente compromesse. L’emergenza Covid, estesa a livello internazionale, stra creando molta preoccupazione fra la popolazione e allo stesso sindaco Linda Tomasinsig. Quando queste persone si troveranno fuori dal centro, essendo senza fissa dimora, saranno costrette a vagare per il paese, dormire all’addiaccio, saranno vittime del mercato dello spaccio, ma soprattutto, e ancora non è dato sapere, se queste persone durante la loro permanenza, siano state sottoposte alla quarantena, siano state colpite dal virus e se abbiano rispettato le procedure sanitarie. Un caso atomico e una bomba sociale. Sul tema, i consiglieri comunali della Lega non fanno sconti: “Nessuno si preoccupa del contagio che queste persone, una volta libere e senza alcun controllo, potrebbero scatenare all’esterno della struttura nei confronti della popolazione”.

Lo stesso sindaco chiede al prefetto di tutelare la salute di tutti anche di chi vive all’interno di quella struttura e chi vi lavora.     

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