9 Aprile 2020 - 11:22 am


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PolverieraGrado Exxx…Polzive!!! Adottata la variante che polverizza i progetti di Zamparini e Bernardis: i due avevano coglionato le banche per oltre 100milioni di euri. Chi se li è ingoiati? Friuli latrina italica. Esclusivo.

E’ stata adottata all’unanimità dei consiglieri nell’ultimo consiglio comunale di Grado, la variante al piano regolatore. Il documento è la chiave di lettura per capire com’è stato concepito uno dei più esplosivi bidoni europei tirato alle banche e con la loro complicità. Gli indirizzi della variante riducono drasticamente i progetti di Bernardis e di Zamparini. Erano circa 100milioni gli euri che le banche avevano imprestato complessivamente a fronte di progetti poi sfumati.

Maurizio Zamparini, si era fatto imprestare 59 milioni e 300mila euri dalla BpVi  per realizzare un maxi progetto turistico, immobiliare e termale nell’isola d’oro che non è mai stato nemmeno avviato. Secondo gli elenchi resi noti dalla commissione banche alcuni anni fa, Zamparini risultava essere stato il più grande debitore dell’ex banca popolare di Vicenza di Zonin. L’adozione della variante al piano regolatore voluta dal sindaco Raugna dell’altra sera, ha polverizzato tutto il progetto residenziale.

L’altro bidone riguarda Adriano Bernardis e il suo progetto ai margini della sacca dei Moreri protocollato Limbara Srl e concepito preso uno studio di commercialisti con sede in viale Giovanni Paolo 2° di Udine, g sede legale della Limbara Srl di Adriano Bernardis poi trasferita a Roma. E’ in quello studio che sono stati confezionati i magheggi con la BpVi e con la Cassa di Risparmio del Fvg per ottenere un finanziamento rispettivamente di 49,5 e di 15,5 milioni. Si tratta di euri imprestati alla Limbara per costruire un fantasma: “Grado3” oggi abortito dall’adozione della variante. Le banche hanno imprestato ai 2, oltre 100 milioni di euri per progetti campati per aria e senza le garanzie della pubblica amministrazione.

Il resoconto del consiglio comunale: 

La Variante è passata all’unanimità dei presenti poiché, oltre al voto scontato della maggioranza guidata da Dario Raugna, hanno dato il loro assenso anche i Consiglieri Lauto (Insieme per Grado), Cicogna (PD) e Kovatsch (Grassie Gravo). Si tratta di 488.000 metri cubi di cemento in meno e 1.200 posti letti in più. La volumetria verrà drasticamente ridotta da 267.490 a 103.404 metri cubi.
Circa due terzi della Zamparini City (ex Cavarera) verrà riclassificata come – agriparco – le destinazioni d’uso saranno incardinate sui temi del turismo esperenziale: produzione agricola specializzata, commercializzazione dei prodotti, ricettività diffusa, mobilità ciclopedonale, fattorie didattiche, degustazione e ristorazione.
Il sottoambito Zamparini City manterrà l’indice di 0,8 mc./mq. e il 40% del residenziale dovrà essere ad – edilizia convenzionata – quindi case a basso costo per i gradesi. Il sottoambito 3 della Zamparini City prevede il 40% di alberghiero, il 60% di direzionale e la cessione gratuita delle aree a parcheggio.
Nella Valle Goppion edificata (sottoambito 1) vengono ampliate le funzioni ammissibili per consentire lo sviluppo degli isolati; sarà possibile realizzare l’alloggio per il conduttore dell’attività artigianale.

Come accade ormai ad ogni consiglio, Borsatti (Fratelli d’Italia), Delbello (Progetto FVG) e Marin (Forza Italia) hanno abbandonato l’aula prima dell’inizio della discussione, a metà dei lavori.

Ora si aprirà il confronto con la regione e gli altri enti coinvolti per poi arrivare all’approvazione definitiva. 

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