21 Settembre 2020 - 10:26 am


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PolverieraMattiussi Exxx…Polzive!!! Il dado è tratto: Per il consigliere regionale imminente l’uscita da Forza Italia: “O condanni, o lasci stare, non ci si nasconde dietro balletti tartufeschi”. Sfogo dell’azzurro su twitter: “Forza Italia non capisco dove vada”. Si mobilitano i paraculati Gibelli, Savino e Dal Mas. Esclusivo.

Sul profilo twitter di Franco Mattiussi è sparito il nome di Forza Italia ed è rimasto solo quello di “consigliere regionale Fvg”. Appena si è sparsa la voce di una probabile uscita dal gruppo, è scattata la mobilitazione dei paraculati e imbucati a Roma e Trieste: l’assessore Gibelli, l’inutile senatore Dal Mas (asfaltato ieri dall’onorevole petntastellata De Carlo) e la spaesata Savino. Un caos furibondo incendiato dalle parole di Mattiussi: “Ho un dovere morale con gli elettori…non voglio tradire, indipendentemente dal colore della giacca che indosso”. Questo passaggio ha fatto salire la temperatura di ciò che resta di un partito ormai polverizzato. Si tengono in piedi solo per spartirsi poltrone (a breve vedremo Benigno al Cafc, in quota pericolante Zanin).

Lo stesso Marco Cappato, solido erede della fenomenale scuola pannelliana, ribadisce: “Il patibolo contro i politici che hanno intascato il bonus è pronto. Lo hanno preparato gli stessi partiti che dei criteri del bonus sono responsabili…”.

Il caso di Franco Mattiussi è paradigmatico di un improvviso cortocircuito che ha investito il centro destra e Forza Italia, irriconoscibile partito custode del garantismo italico stritolato da villani, populisti, manettari e sanculotti eredi di quei “Comitati di Sorveglianza” che terrorizzarono la Francia alla fine del ‘700. Un delirio al quale Franco Mattiussi, finito sul patibolo, non ci sta.

Il Terzo Stato aveva una sua dignità e oggi non potrà essere scalfito da quattro pelandroni friulani che sono saliti sul carro di Forza Italia solo per tornaconto personale. Sono i senza mestiere, sono quelli cui l’indennità di carica coincide col bilancio familiare. Storica la battuta di un’esponente di Forza Italia ad Aquileia alcuni anni fa: “Mica dovremmo tornare a lavorare?”. Delirio. E Forza Italia va in frantumi.

Mattiussi consegna a Twitter le sue riflessioni: “Ho creduto nella rivoluzione liberale, nel contesto garantista, che poneva il cittadino al centro della politica. Ho investito risorse, mi sono speso personalmente. Non ho mai chiesto nulla in cambio. Berlusconi resta il faro della politica italiana”. E aggiunge, invitando i vertici regionali a uscire dalla vergogna tartufesca cui sono cacciati: “Le strade sono due, chiare: o condanni richiamando all’illegalità, e non ti nascondi dietro la morale, oppure lasci stare”. The end.

Forza Italia polverizzata in consiglio regionale ridotta a tre consiglieri, una coordinatrice assente su tutti i fronti ed esplode il caos dei dipendenti del gruppo, delle pesature e delle compensazioni eccessive. Conseguenze anche in comune a Udine. Tutto si ribalta. Nulla sarà più come prima. 

 

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