21 Settembre 2020 - 10:49 am


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PolverieraMonfalcone Exxx…Polzive!!! Riccardo Scarabelli scoperchia il pentolone della cupola isontina. Chi sono quelli della mafia bianca che frenano gli investimenti? L’intrigo di nomi CCIAA e Autorità Portuale. Il segretario Medeot tira circa 160mila euri/anno. Esclusivo.

Dopo i dragaggi illeciti, a Monfalcone esplode il bubbone: Mafia Bianca. A chi si riferisce il manager Riccardo Scaramelli con quella violenta accusa apparsa ieri su “IlPiccolo” di Gorizia? Il manager precisa di “non aver mai menzionato Azienda speciale del Porto, né la Camera di commercio di Gorizia”. Chi sono allora coloro che hanno soffocato i privati che volevano investire?”. A puro titolo di cronaca e senza alimentare sospetti, la pagina pubblica i nomi di coloro che rivestono ruoli di vertice negli organi portuali. 

Rasoiate millimetriche che affondano nel porto di Monfalcone e raggiungono i vertici delle autorità portuali e quelli della Camera di Commercio di Gorizia-Trieste.

Chi è Scaramelli? E’ stato Ceo e presidente della Compagnia Portuale di Monfalcone, presidente del Friuli Terminal gates di Cervignano e co-fondatore di Fvg Eco-Green Services. Il petardo non è passato inosservato ed è stato subito rilanciato da chi, come Alessandro Vescovini, è stato stritolato dall’Anaconda monfalconese. I nomi di coloro che stanno ai vertici delle autorità sono precisi e sono finiti nel mirino di Scarabelli.    

Il presidente dell’azienda speciale porto di Monfalcone fino al 21 agosto 2023 è Gianluca Madriz. Vice Presidente Anna Cisint, consiglieri Zeno D’Agostino e Pierluigi Medeot. Costoro erano in scadenza un anno fa ma sono stati prorogati grazie alla ratifica di una determinazione presidenziale urgente del presidente della CCIAA Paoletti del 16 agosto 2019. Le ragioni della proroga sono quelle dell’attesa della cessione dell’azienda speciale all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. Un turbillon di nomi spaventoso che s’incastra con i vertici della Camera di Commercio di Gorizia-Trieste il cui presidente è il collezionista di poltrone Antonio Paoletti. Vice e vicario della Camera, guarda caso, è Gianluca Madriz (presidente dell’ASPM). Consiglieri, Diego Bravar, Massimiliano Ciarrocchi, Carlo Antonio Feruglio, Manlio Romanelli e Maura Romanelli.

Le relazioni sono formidabili. Su tutti brilla il segretario generale della Camera di Commercio Pierluigi Medeot, attualmente anche consigliere dell’azienda speciale porto di Monfalcone di cui è stato anche vice presidente. Il segretario generale si porta dietro la carica di direttore per l’azienda speciale della zona franca di Gorizia. Il suo compenso da segretario generale in CCIAA di Gorizia e Trieste sfiora i 160mila euri/anno, il doppio di un ministro.

Le saettate di Scaramelli sulla “MafiaBianca” isontina sono state subito rilanciate dal formidabile Vescovini della Sbe che ha commentato: 

“Scaramelli, ex amministratore delegato della compagnia portuale, definisce MAFIA BIANCA, il sistema di potere legato alla Camera di Commercio che per anni ha governato il porto di Monfalcone e che NEI FATTI ne ha bloccato lo sviluppo, ostacolando con tutti i sistemi leciti e a quanto pare dalle cronache di questi giorni anche illeciti, ogni iniziativa privata di investimento”. Vescovini aggiunge:Sette anni or sono su queste pagine social ho definito la gestione del Fondo Gorizia da parte della Camera di Commercio, come un sistema ben collaudato di marchette. Sono stato querelato – precisa Vescovini –  ovviamente questi signori lo hanno fatto non con i loro soldi ma con quelli del contribuente, ciononostante ho vinto e ora attendo famelico il processo civile perchè ho controquerelato ed anche in questo caso attendo un congruo risarcimento.

Ma mi sbagliavo, non è semplicemente un sistema di marchette, grazie alle quali i soliti personaggi per decenni perpetuano il loro piccolo e squallido potere autoreferenziale, è qualcosa di peggio di molto peggio. Scaramelli – prosegue Vescovini – parla di una anaconda che ti stritola, di gente che con il sorriso sulle labbra non ti dice mai di no, ti fa andare avanti, ti fa investire e poi piano piano ti soffoca e ti uccide. Esattamente quello che è successo a me e al mio progetto.

Burocrati mantenuti con le nostre tasse che dovrebbero rappresentare le categorie economiche, che in questi anni oltre a non fare assolutamente NULLA per il tessuto produttivo, sono riusciti a bloccare l’unico progetto di sviluppo del territorio, portato avanti dall’unico imprenditore che investe realmente nel microcosmo della provincia di Gorizia, 100 milioni di euro negli ultimi 5 anni.

Ma questa volta l’anaconda ha trovato un brutto cliente, uno che non molla mai e non mollerà mai, fosse l’ultima cosa che faccio la pagheranno, per il male che hanno fatto a me e che hanno fatto a decine e decine di imprenditori come me. E’ solo l’inizio”.

Monfalcone infetta, regione malata.

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