9 Aprile 2020 - 1:56 pm


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PolverieraRauscedo(Pn) Exxx…Polzive!!! Friuli latrina d’Italia: Coinvolte 427 persone. Magheggi, bidoni commerciali sul prosecco per circa 500 mila euri e violazioni amministrative per oltre 350mila euri. Asse Codroipo-Rauscedo. Esclusivo.

 

427 persone e 22 patteggiamenti. Gli amministratori e dipendenti coinvolti: gli ex presidenti, Fulvio Lovisa, Alfredo Bertuzzi e GCarlo D’Andrea; ex consiglieri: Roberto Panigutti, Mauro D’Andrea, Valentino Targato, Federico D’Andrea, Livio Fenos, Fenis Riondato, Michele D’Andrea, Sergio Salvador, Luigino Fogal; i dipendenti indagati sono: Andrea Comini, Mauro Sedran, Cristian Paladin, Francesco Visentin, Stefania Ferrigno, Giorgio Oliva, Luisa Marson, Cristina Marchi, Agostino Trevisan, Cristian Marchi,

Il Procuratore della Repubblica di Pordenone, “vista l’elevata serie di notizie” che gli organi d’informazione “passavano” sugli sviluppi delle indagini rispetto all’ipotesi di reato di frode in commercio sul prosecco, (interessato un “elevato numero di persone”), si è sentito in dovere di diffondere un dispaccio che fa chiarezza sul lavoro della Procura. 

Da “Il Gazzettino”:   

La Procura della Repubblica di Pordenone ha avanzato richiesta di emissione di decreti penali di condanna, per le ipotesi di reato di frode in commercio aggravata e tentata frode in commercio, e per gli illeciti amministrativi legati alla responsabilità oggettiva degli enti, nei confronti di 336 soci e fornitori non associati della cooperativa Cantina Rauscedo, e 91 legali responsabili di società agricole.

Sono i numeri principali dell’indagine che ha riguardato gli ultimi anni di produzione della Cantina friulana di Rauscedo (Pn), accusata di aver prodotto e commercializzato vini Doc e Igt che non potevano fregiarsi di tali denominazioni perché ottenuti in violazione dei relativi disciplinari di produzione. Nel corso dell’inchiesta – informa il Procuratore di Pordenone, Raffaele Tito – sono stati avviati alla distillazione circa 5.500 ettolitri di vini, per un valore di circa 400 mila euro, che la cooperativa aveva ottenuto da uve che non potevano essere vinificate perché aventi una gradazione inferiore al minimo previsto ed ottenute da vigneti non autorizzati. È stata messa a disposizione del giudice la somma di 1,7 milioni di euro quale profitto derivante dai reati commessi nel 2016 e 2017 che, nel caso in cui il giudice delle indagini preliminari trovi corretta l’impostazione accusatoria e individui congrue le pene proposte dal pm e dalle difese, verrà confiscata e incamerata al fondo unico giustizia.

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