30 Ottobre 2020 - 5:40 am


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PolverieraZanin Exxx…Polzive!!! Il presidente abbandonato dalla maggioranza. Isolata e svalvolata replica al consigliere Iacop e a Isaia Gasparotto. Il ruolo della Lega.Esclusivo.

OttobreNero, nerissimo per Forza Tragica. Nessun esponente di maggioranza del centro destra Fvg prende le difese del presidente forzista. Oggi sul MessaggeroVeneto, si leggono solo le solitarie repliche di Zanin alla mozione sulle presunte incompatibilità presentata dal Pd. Isolato dal partito e da Fedriga. Nessun segnale, nemmeno da coloro ai quali Zanin ha assicurato o assicurerà (portavoce) un ascensore sociale dignitoso. Il partito in silenzio. La segretaria regionale Sandra Savino se ne lava le mani. Il ruolo del leghista Stefano Teghil.  

 

C’è una figura che è stata determinante, oltre a Leopost, nell’esplosione del caso Zanin. E’ il consigliere del Cda di Mtf Stefano Teghil. Il leghista di Varmo 〈UD〉 ha consentito a Gasparotto di liberarsi del presidente accomodante Gerolin e facilitare la rivoluzione adriatica. Ed ora la replica del presidente forzista al PD.  

Zanin insiste nel dire che si tratta di un «attacco politico orchestrato contro di me…». Scorda evidentemente i casi dell’albergo diffuso sollevati dalla sua compagnia di giro guidata da Riccardi nel 2015. Inoltre, punta il dito contro il formidabile neo presidente del CDA di Mtf Isaia Gasparotto per il semplice fatto che è stato l’unico presidente che ha sollevato lo scandaloso caso. Zanin faccia di bronzo.

Il presidente del consiglio non ha mai gradito «interferenze» in Mtf, si circondava solo dei sui lacché, i fidatissimi Zuccarello, Fanotto, Gerolin.

La difesa del presidente forzista oggi su MV è follemente sbalestrata, al punto da leggere: “…quando sono arrivate dagli uffici regionali le ipotesi di incompatibilità – osserva Zanin – mi sono messo in aspettativa (!!!!???)”. Una falsità planetaria giacchè, non fosse uscita la notizia dei suoi magheggi in Mtf (anticipata da Leopost), il presidente non si sarebbe mai messo in aspettativa. Inoltre, al presidente è stato ingiunto di restituire anche il bottino che, fra auto aziendale, oneri sociali, compensi e benefit, raggiunge la cifra di oltre 340mila euri.

Come viene rilevato nella mozione oggetto di irritazione da parte di Zanin: «…il presidente del consiglio è l’oratore ufficiale, sovrintende all’attività dell’assemblea e degli altri organi consiliari, garantisce e tutela con imparzialità le prerogative e i diritti dei consiglieri eletti, assicurando il rispetto dei diritti dell’opposizione».

Con quali credenziali, alla luce del caso Mtf, un presidente può assicurare e garantire la trasparenza e attività di un organo legislativo?  

Zanin faccia di bronzo, scaricato da Forza Italia, e dai vertici della maggioranza regionale. Nemmeno la coordinatrice Savino, che interviene su tutto il panorama spaziale, batte un colpo. Sullo sfondo il caso dell’autunno, le Pesature Forza Italia: 4 consiglieri che corrispondono a un vice presidente giunta, un presidente di consiglio, un assessore, un presidente di commissione. Maggioranza stordita. 

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