25 Febbraio 2020 - 7:25 pm


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PolverieraZanin Exxx…Polzive!!! Il presidente democristiano verso le dimissioni da tutte le cariche in MTF (Il Piccolo). L’ipotesi di falso omissivo mette in crisi Fedriga. A rischio la carica di presidente. Lo snodo 4a commissione. Le anteprime del blogger del giugno 2019. Esclusivo

Su Il Piccolo di martedì Zanin commentava a D’Amelio: “…potrebbe essere meglio dedicarsi solo alle incombenze del consiglio regionale”. A proposito dell’interrogazione del PD in giunta delle elezioni. Chiudere la questione Mtf e dedicarsi all’aula. Tuttavia resta in piedi la madre di tutte le domande, quella sull’opportunità di Zanin di continuare a svolgere il delicato compito di presidente del consiglio. La bufera che si è abbattuta su di lui da quando il blogger ha scoperto il magheggio (giugno 2019) è di dimensioni planetarie, arricchita dalle omissioni e dei compensi non dichiarati. In casi ben minori, la DC, partito al quale si ispira, lo avrebbe già imbucato in circoscrizione. A chi spetta ora il compito di salvarlo? o di abbandonarlo? 

Come una vibrante nemesi storica il caso dell’ex Dc si abbatte sulla politica regionale. 10 anni fa (29 gennaio 2010) moriva uno dei simboli della DC Friulana: Andriano Biasutti. 10 anni dopo, esplode il caso del presidente del consiglio FVG ex DC da Talmassons.

Come si può notare nello specchietto in foto, il consigliere Zanin omette di dichiarare i dati relativi all’assunzione di altre cariche presso enti pubblici o privati in base al d.lgs del 2013 (Direttore generale, responsabile anticorruzione, Rup su gare d’appalto).

Nel giugno dello scorso anno, il blogger scoprì che il presidente del consiglio ricopriva ancora la carica di amministratore unico (retribuito 60mila euri/anno) e di direttore generale (ottenuta con un magheggio) di una partecipata a capitale pubblico, l’Mtf di Lignano. Dopo 6 mesi si giunge all’epilogo grazie anche al PD che ha presentato un’interrogazione urgente in giunta delle elezioni per far luce su eventuali profili di incompatibilità e di ineleggibilità del consigliere regionale ex democristiano (stesso d.lgs del 2013 art. 12 comma 4). La questione dell’azienda sarà compito del pluripresidente e già ex parlamentare del Pci, Isaia Gasparotto, risolverla. Il ferro arroventato è invece quello del consiglio regionale. Non è una novità che fra i colleghi d’aula i mal di pancia siano violenti. I rimbalzi dai passi perduti del consiglio regionale riportano un gran movimento incanalato su due binari: Quello di una richiesta informale di dimissioni da presidente e quella dell’introduzione di una norma al regolamento del presidente dell’aula come quella dei presidenti di commissione: verifica di metà mandato.

In questo senso, la riunione che era stata convocata ieri mattina per decidere sul nome del presidente della 4a commissione (quella del decaduto Camber), è stata rinviata.

Il campo però si allarga giacché se Frdriga assicura che non vuole rivedere le compensazioni delle forze politiche del 2018, dall’altra, occorre fare i conti con alcuni gruppi regionali che si sono irrobustiti come Fratelli d’Italia (passati a 3 consiglieri). Ecco che la questione del presidente del consiglio diventa sempre più stringente.

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