16 Ottobre 2019 - 4:32 pm


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PontidaSalvini Exxx…Polzive!!! Leghisti Friulani al bivio. Se il Capitano cannasse alle prossime regionali, pronti due nomi per impadronirsi del partito: Zaia e Giorgetti. Esclusivo

La questione è seria, come riporta Dagospia, si tratta di Pontida, dove fra poche ore si terrà il grande raduno leghista dopo il trauma estivo del Papeete. Il Capitano si attende un’affluenza da record. Il meteo aiuta e Salvini si pone come obiettivo non meno di 100mila persone. Dal Friuli i pullman dei militanti sono già in moto. I vertici del partito invece sono già arrivati nella giornata di ieri, sabato. Cuore e batticuore. Stando al report di Dagospia, se le aspettative del Capitano non dovessero essere rispettate e si andasse a un flop complessivo (elezioni regionali e affluenza a Pontida), ci sarebbero già i nomi di Giorgetti e di Zaia a prendere il posto di Salvini. E i friulani? con chi starebbero? Ad oggi, come riferisce un anonimo di livello contattato dal blogger: “…in Fvg siamo tutti con Fedriga, non penso che si giunga a una rivoluzione, la Lega è in salute, e noi seguiamo il nostro presidente”. Tradotto in termini correntizi, stiamo con Salvini. Ed ora il report di Dagospia. ,  

“L’asticella è alta ma non insormontabile per Matteo Salvini: se saranno più di 70 mila le persone oggi a Pontida (con il sogno di raggiungere le 100mila presenze mentre a San Giovanni il 19 ottobre a Roma il Capitano vuole 200 mila partecipanti) sarà stato un successo altrimenti sarà flop. È questa la linea di demarcazione tra successo e insuccesso che i vertici leghisti si sono dati per il raduno leghista: “Dobbiamo far vedere a tutta l’Italia che la gente è ancora con noi”.

Eh già, perché adesso il problema del Capitano leghista è di dimostrare numeri alla mano che ha ancora seguito popolare anche ora che ha perso l’incarico di governo e i sondaggi lo danno in calo. Tanto più che prestissimo comincerà la trafila delle regionali (Umbria, Emilia Romagna, Toscana e Calabria): e qui potrebbero essere dolori, spiegano leghisti in Transatlantico: “Fino ad un mese fa avremmo fatto filotto senza problemi, conquistando quattro regioni su quattro senza troppe difficoltà invece adesso il nostro obiettivo è di conquistarne almeno due. Se invece ne conquisteremo di meno in futuro si porrà anche il tema della leadership salviniana soprattutto se il governo dovesse durare a lungo, almeno fino all’elezione del prossimo Capo dello Stato”.

Ecco dunque spiegato il frettoloso riavvicinamento di Matteo Salvini a Silvio Berlusconi: il Capitano ha bisogno di continuare a vincere per puntellare la sua leadership perché anche di questo si comincia a discutere, seppur sottovoce, in casa leghista. Tanto che, fanno notare in Transatlantico, ci sarebbero già due nomi pronti a scendere in campo se la situazione dovesse precipitare, magari per motivi extrapolitici: Giancarlo Giorgetti (che vuole aprire le porte della Lega agli altri partiti “ma solo ai politici bravi”) e Luca Zaia.

In particolare, Giorgetti, è molto stimato negli ambienti del deep state nostrano e dei centri di potere internazionale, quegli stessi ambienti e “centri di influenza” che in questo momento stanno sostenendo il nuovo governo Conte e che proprio in questi giorni sono a Roma per incontrare i vertici delle istituzioni e chiedere ragguagli sulla situazione politica italiana. E che vorrebbero che la Lega cambiasse presto leadership”.

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