26 Novembre 2020 - 7:36 pm


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SpeculazioneFagagna (Ud) Exxx…Polzive!!! Gli svizzeri comprano le colline friulane. Interrogazione al sindaco per dire stop al progetto di un affare immobiliare del valore di milioni di euri che distrugge un bacino imbrifero naturale unico in Europa. Chiarvesio sempre più in crisi. Esclusivo.

Le varianti al piano regolatore del comune di Fagagna (Ud) si sono indurite e rischiano di far schiantare al suolo il sindaco Chiarvesio. La stampella del gruppo di D’Orlandi (il quale fa vanto di ricevere nel suo ufficio il sindaco) non basta più e un’altra tegola sta per abbattersi sul tormento delle varianti al Piano.   

Friuli latrina italica. E’ stata presentata ieri da parte del gruppo di Voliamo Insieme Fagagna un‘interrogazione da urlo al sindaco Chiarvesio in merito a una variante al piano regolatore che va a toccare una delle aree ambientali più esemplari nel suo genere e ad elevato interesse naturalistico in Europa, quella a nord dell’insediamento residenziale di Villaverde, famosa per il Golf Club di Udine e per la clinica MyMed.

In due atti notarili, la società immobiliare “Whitestone real estate Italia srl” dell’elvetico Marechal Michel Paul Alain nato in Belgio ma residente a Ginevra, si è impadronita di 41mila metri quadri di un’area protetta che ingolosisce gli speculatori immobiliari. Un affare da milioni di euri su un’area pagata alcune centinaia di migliaia di euri.

A scanso di equivoci il gruppo consiliare di Voliamo Insieme per Fagagna, pur avendo condiviso la campagna elettorale del 2019 con il candidato sindaco Chiarvesio, sui punti ambientali si era sempre diviso. Tant’è che il 12 giungo 2019, giorno dell’insediamento della nuova maggioranza, il capogruppo Bertuzzi riferiva dubbioso: “Riteniamo di non dare il nostro voto favorevole alla presentazione delle linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato”. Chiaro.

Ora, per i 3 consiglieri, si tratta di condurre una battaglia storica, in difesa dell’ambiente e delle sue zone protette. Nell’interrogazione presentata ieri, i 3 consiglieri (Bertuzzi, Rosso e Schiffo) rilevano un percorso della variante in questione che alimenta un sospetto decisamente fondato e cioè che non sia: “singolare e anomalo che una società estera abbia acquistato estese superfici di terreno agricolo proprio nel periodo di elaborazione e studio della madre di tutte le varianti del comune di Fagagna…” e che coinvolge una delle aree protette più interessanti d’Europa.

Dopo i rinvii delle adunanze consiliari dei mesi scorsi, il sindaco assicura che gli oggetti saranno ridiscussi a settembre. Tuttavia restano ancorati all’aula consiliare i conflitti in interesse sulle proprietà dei terreni, i numeri della maggioranza che mancano, e la stampella del gruppo D’Orlandi, che, astenendosi, si renderà complice della più grande devastazione all’ambiente naturale del Friuli.

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