16 Ottobre 2019 - 4:59 pm


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TriestePiange. Esplode la rabbia tra gli agenti: “Siamo spugne, assorbiamo tutto, prendiamo stipendi inadeguati, gli straordinari del 2018/19 non ancora pagati, mancano 12.000 unità”. Esclusivo.

In foto: Il Questore di Trieste, Giuseppe Petronzi, ha fatto visita ieri in ospedale a Cristiano, il poliziotto ferito nel conflitto a fuoco in cui sono rimasti uccisi i suoi colleghi Pierluigi e Matteo. 

Il malumore all’interno del corpo degli agenti di Polizia narrrato su “Il corriere della Sera”: 

Un intero Paese mobilitato, commosso. Con i poliziotti che quasi si schermiscono ma che, a cominciare dai piantoni dei commissariati, hanno una parola per tutti. Ogni giorno affrontano situazioni rischiose. Come quella che proprio ieri ha provocato un’ischemia a una collega presa a calci a Cecina (Livorno) da un uomo ubriaco e drogato. Dopo il processo — hanno riferito i sindacalisti del Sap — è stato rimesso in libertà con l’obbligo di firma.

Decisione che non ha mancato di creare altro malessere fra gli agenti. Sentimenti che compaiono nelle chat dei vari reparti, dove al dolore per aver perso due compagni si aggiungono rivendicazioni sugli equipaggiamenti di protezione (i giubbetti leggeri sottocamicia), sul turnover, sugli stipendi. «Il nostro è un lavoro bello e stressante, per chi sta per strada e soprattutto per chi rimane in ufficio. Ci sono responsabilità pesanti da prendersi, difficoltà imprevedibili, come affrontare un soggetto da Tso — spiega Daniele Tissone, segretario generale del Silp Cgil —. Spesso interveniamo al buio, con personale che non basta mai. Siamo spugne, assorbiamo di tutto. Non sempre i cittadini capiscono cosa proviamo e cosa rischiamo. Ci siamo battuti per la tutela legale ai colleghi, soggetti a risarcimenti danni per centinaia di migliaia di euro. Con stipendi inadeguati rispetto a quelli delle altre polizie. Con gli straordinari 2018-2019 non pagati e 12 mila unità in meno in organico».

Per il segretario del Siulp Felice Romano «per chi indossa la divisa non c’è la presunzione di innocenza: penso alla legge sull’omicidio stradale, che terrorizza gli agenti delle volanti perché in caso di incidente durante un intervento, penalmente pagano loro. È un esempio estremo, ma per 1.400 euro al mese se sbagliamo finiamo alla gogna sui media e rischiamo la pelle anche dentro le questure. A Trieste per mano di una persona che al massimo sarebbe stata denunciata. Non è possibile che si vada in galera solo con condanne oltre i 4 anni, non c’è più rispetto per l’uniforme. La politica deve intervenire: se uno aggredisce un rappresentante dello Stato deve andare in cella, anche solo per 30 giorni. Bisogna riaffermare il principio di civiltà giuridica». E sugli organici: «Entro il 2030 andranno in pensione 45 mila poliziotti, metà della forza attuale. Quindicimila solo fra il 2022-2023. Per allestire un concorso servono due anni e mezzo, fate i conti: urge un intervento o in 20 anni chiudiamo per consunzione».

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