23 Settembre 2020 - 9:38 pm


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TurboZaia Exxx…Polzive!!! Il Corriere della Sera incorona il presidente del Veneto futuro leader leghista. Il sondaggio che fa tremare Salvini e il centrodestra. Rimbalzi in FVG. Esclusivo.

Oggi, del presidente Zaia, se ne occupa una delle penne di punta del “Corriere”, Marco Cremonesi. Dopo il Financial Times, Repubblica, Tv nazionali e locali, è la volta del quotidiano più diffuso in Italia. Attacco in prima pagina poi si gira in 9a. A Cremonesi, Zaia descrive il retroscena delle trattative notturne col governo rispetto all’ultimo DPCM, ma soprattutto trasmette e rilancia la Bibbia padana: Le Regioni e l’autonomismo. Basta questo duetto per incendiare il cuore leghista. Zaia è un leader anomalo (“Vengo dalla campagna”) e i veneti impazziscono per il suoi slang (le tose, i tosati, le palanche) usato nelle puntali conferenze stampa all’ora di pranzo su Facebook. L’intervista al Corriere esce proprio nel giorno in cui “La7” diffonde i sondaggi nazionali sulle stime ai partiti nell’ultima settimana. Il centrodestra precipita in profonda crisi. La Lega scende al 27%, Forza Italia appena sopra il 5…, Fratelli d’Italia al 14. Chi sale è il PD che guadagna un punto. In questo contesto, appare evidente che al Nord si stia avvicinando una resa dei conti in casa Lega, magari indolore, soft, concordata, ma le spie rosse accese sono troppe. Che coinvolgono anche il Friuli dove Fedriga mantiene una solida alleanza con Salvini ma, come dimostrato in diverse occasioni, c’è sempre il tempo per cambiare.

In calce all’intervista, i sondaggi.

Cremonesi: “Sabato, nella trattativa tra governatori e governo, le hanno fatto fare le ore piccole?”

«Un insonne fa sempre le ore piccole La vicenda è semplice. Venerdì le Regioni avevano chiuso un accordo con il premier Conte. Poi, sabato sera abbiamo detto di no, visto che il ruolo delle Regioni era una cosa tra le mille. Abbiamo dunque chiesto un incontro urgente che si è concretizzato all’una del mattino. Poi, pochi minuti prima delle 3.30 di domenica, abbiamo chiuso nuovamente l’accordo con il fatto che le linee guida delle Regioni fossero un allegato del Dpcm. Peraltro, non nego sia stato un calvario avere il testo del Dpcm…».

Un calvario?

«Ma sì, è il solito format Conte: diretta Facebook al sabato sera, le carte il giorno successivo inoltrato. Noi, il testo lo abbiamo avuto soltanto alle 17.30 di domenica. Io, comunque, avevo già distribuito le linee guida al sabato mattina. Per dire in che modo si sarebbe aperto».

Ma che cosa è successo tra il venerdì dell’ accordo e il sabato del «non ci stiamo»? Di chi è la «manina» che ha respinto la barca in alto mare?

«Penso che ci sia un retaggio recondito di alcuni palazzi che non sono disposti a condividere mai qualunque forma di autonomia. Vista da Roma, l’ autonomia è una sottrazione di potere. Vista da noi, è un’ assunzione di responsabilità. Ma io credo che irresponsabile sia chi non vuole l’autonomia. Da qui, discendono certi pasticci»

Presidente, ma siamo ancora al «lontani da Roma»?

«Credo che la vicenda Covid abbia dimostrato fino in fondo l’ importanza dell’ autonomia. Lei pensi che cosa sarebbe stata questa epidemia se tutto fosse stato gestito da Roma. E qualcuno dice che la sanità va riaccentrata. Chi lo dice non ha capito nulla e dovrebbe ricominciare a fare il consigliere comunale: io lo renderei obbligatorio».

 

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